Treviso, duello a colpi di social fra sindaco ed ex sindaco

Galeotto fu il teatro. E così l’ex sindaco di centrosinistra di Treviso Giovanni Manildo è tornato a parlare di politica. Manildo non ha gradito il post pubblicato su Facebook dal suo successore di centrodestra Mario Conte in cui, rispondendo a sua volta alle critiche di alcuni esponenti del Partito Democratico locale, sosteneva che in 5 anni non fosse stato fatto nulla per il Teatro comunale Mario Del Monaco. «Per cinque anni non ha fatto nulla e ora pare mettersi di traverso preferendo un Teatro chiuso a uno attivo e con una programmazione di qualità – ha scritto Conte riferendosi indirettamente al suo predecessore -. Quando siamo arrivati noi a Ca’ Sugana la situazione era chiara: si era a un passo dal baratro e, se non avessimo fatto niente, ora ci troveremmo non solo un Teatro chiuso. Noi invece riteniamo sia un bel risultato aver salvato tutti i posti di lavoro e garantito la programmazione».

«Il post di Facebook in cui Mario Conte dice che non abbiamo fatto nulla in cinque anni per il teatro mi infastidisce, perché non e’ vero – ha risposto Manildo -. So che la tecnica politica vincente , al di là’ della verità , e’ cercare il capro espiatorio ed incolpare sempre qualcun altro. E’ vincente , ma non mi piace e non la adotterò mai. Nei cinque anni passati il Comune ha iniziato (prima non si faceva) a dare contributi al Teatro per oltre un centinaio di migliaia di euro l’anno, in modo che si potessero avere i contributi ministeriali per il Teatro di Tradizione, così si arrivava a quasi 500 mila euro l’anno per il Comunale , tutto di contributi pubblici , Comune e Ministero. Abbiamo siglato una convenzione per rendere il Teatro di più la casa di tutti potendo usufruire di alcune giornate gratuite ed alcune giornate a metà prezzo per l’utilizzo del Teatro, aprendolo così a vari enti e associazioni , accessibile a tutti. Poi, avviato questo percorso, abbiamo iniziato a discutere del cambiamento della convenzione tra Comune e Fondazione Cassamarca circa la concessione del Teatro».

«Abbiamo iniziato a parlare di costituire una nuova Fondazione per la gestione del teatro, cercando di convincere qualche scettico sia tra l’apparato del Comune che di quello di Fondazione. Abbiamo iniziato a discutere di Fondazione di Partecipazione e di nuova governance del Teatro: l’idea di un teatro di tutti i cittadini piaceva molto anche a chi ora ha ruoli apicali nel nuovo corso di Fondazione. Abbiamo iniziato una strada, poi questo percorso e’ stato interrotto con le elezioni, la nuova Amministrazione ha scelto per gestire il Teatro, anche per omogeneità politica sempre rivendicata e qualificata come valore aggiunto, la strada della Regione con Zaia e il Teatro Stabile con Beltotto -ha aggiunto Manildo -. Una soluzione che per me non e’ la più coraggiosa e neppure la migliore, ma che ha permesso a Fondazione di liberarsi di quello che stava diventando un problema. Mi dispiace il mancato coraggio di un’idea diversa di governance di teatro, mi dispiace che non si sia minimamente approfondita la strada della Fondazione di Partecipazione, ma soprattutto mi dispiace che chi deve difendere ora una propria scelta non abbia sempre di meglio da fare e dire che chi c’era prima non ha fatto niente, anche quando sa che non e’ vero. So che il mio post non cambierà nulla o poco, ma mi piacerebbe che le argomentazioni non si fondassero sempre su tecniche da capro espiatorio ma su qualcosa di più virtuoso. Ma…e’ la politica bellezza. Chi e’ saggio e maturo lo sa: w sempre il capro espiatorio – ha concluso Manildo – anche quando non e’ vero!». (t.d.b.)

(ph. Facebook – Giovanni Manildo, Mario Conte)