Terrorismo, Giordani: «non dimentichiamo Mazzola e Giralucci»

Il sindaco di Padova Sergio Giordani, durante il suo discorso in occasione della cerimonia in ricordo delle vittime delle Brigate Rosse, Giuseppe Mazzola e Graziano Giralucci, uccisi il 17 giugno del 1974 nella sede dell’allora Msi in via Zabarella, ha chiesto di non dimenticarli. «Quarantacinque anni fa in questo luogo le Brigate Rosse assassinarono due nostri concittadini. Un giovane padre di famiglia, Graziano Giralucci e un ex Carabiniere Giuseppe Mazzola, i cui nomi si sono aggiunti alla lista, davvero troppo lunga, delle vittime del terrorismo in questo Paese».

«Eravamo agli inizi di quel lungo periodo della nostra Repubblica che oggi ricordiamo come quello degli anni di piombo, e dal quale siamo usciti per merito non solo dell’encomiabile lavoro delle Forze dell’Ordine e della magistratura, ma anche della fermezza da parte di tutte le istituzioni nel contrastare chi metteva a rischio la nostra democrazia. Anni di piombo, sia per il clima di violenza e paura che si viveva in molte città, e Padova fu tra queste, sia per il ricorso sempre più frequente alle armi in una folle escalation del terrore – ha sottolineato Giordani -. La magistratura ha stabilito responsabilità e pronunciato le sentenze di condanna, gli storici ricostruiscono e inquadrano quegli avvenimenti nel contesto sociale e politico di quegli anni».

«Il nostro compito oggi è altrettanto importante. Innanzitutto, doverosamente, ricordiamo i nostri concittadini Graziano Giralucci e Giuseppe Mazzola, vittime incolpevoli di un odio politico cieco e assurdo. Ma soprattutto ribadiamo in modo netto e inequivocabile che in democrazia non ci devono, mai, essere nemici, ma solo avversari con cui confrontarsi. Questa città non accetta e non accetterà mai la violenza come metodo di confronto politico, da qualunque parte essa provenga. Violenza che voglio sottolineare, non è solo quella criminale compiuta con le armi, ma anche quella fisica e quella verbale, quest’ultima purtroppo spesso sottovalutata, ma che può, anche indirettamente, creare tensioni che degenerano in fatti violenti».

«Il senso di questo ricordo, il 17 di giugno, è certamente quello di tenere viva la memoria dei due nostri concittadini uccisi, ma anche quello di non dimenticare quanto accadde a Padova e in tutta Italia in quegli anni, perché non si ripetano mai più fatti del genere. Un messaggio che deve giungere soprattutto ai più giovani, che non hanno vissuto quella oscura stagione di irrazionale violenza. Non dobbiamo temere di confrontaci anche con i momenti più bui del nostro passato, dobbiamo essere attenti oggi a non trascurare eventuali segnali di un ritorno all’odio e alla violenza politica. Questa città non dovrà mai più rivivere quella stagione di odio e di lutti», ha concluso Giordani. (a.mat.)

Fonte: Adnkronos

(ph: imagoeconomica)

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