Tumori: medici anti-fake news, nessuna prova efficacia metodo Hamer

Roma, 20 giu. (AdnKronos Salute) – Fa scalpore la notizia della condanna dei genitori di Eleonora, la ragazza di Padova morta di leucemia che rinunciò alla chemio e decise di curarsi con il metodo Hamer. Ma si può guarire dal cancro con la Nuova Medicina Germanica? La teoria alla base del metodo ideato dal medico internista tedesco Ryke Geerd Hamer “non ha nulla di scientifico, e anzi contraddice molto di ciò che si sa essere dimostrato sul funzionamento del corpo umano e sullo sviluppo delle patologie tumorali”. E non esistono prove scientifiche della sua efficacia contro queste patologie. A fare chiarezza è il sito anti-fake news ‘dottoremaeveroche’ della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), che dedica un articolo al tema.
Alla base del concetto di Nuova Medicina Germanica, sviluppato negli anni ’80 da Hamer (e nota anche come Metodo Hamer), “c’è l’idea per cui ogni malattia fisica rappresenterebbe in realtà la manifestazione di un conflitto psichico. Le patologie organiche sarebbero naturali reazioni dell’organismo a una sofferenza emozionale che gli impedisce di vivere in serenità. Di conseguenza, i trattamenti proposti dalla Nuova Medicina Germanica prevedono la risoluzione della tensione psicologica alla base del problema fisiologico, spesso senza bisogno di farmaci o di altre terapie organiche, considerate inutili e dannose. Infatti, dietro il Metodo Hamer si nasconde un’opinione molto netta, oltre che razzista, nei confronti della medicina moderna, la quale farebbe parte di una complessa cospirazione ebraica finalizzata a ridurre il numero di non ebrei”. Hamer “riteneva che il cancro non è mai, di per sé, una malattia mortale. Al contrario, le patologie oncologiche causerebbero la morte del paziente solo indirettamente, per la perdita di peso e di energie prodotte dallo stress psichico associato alla diagnosi”, spiegano gli esperti anti-fake news.
L’origine del Metodo Hamer è legata a un episodio ben preciso. Nel 1978, a causa di una lite, “il figlio di Hamer, Dirk, fu implicato in un incidente sull’Isola di Cavallo, in Corsica. In particolare, il giovane fu colpito nel sonno da un colpo di pistola partito, sembrerebbe, dalla carabina di Vittorio Emanuele di Savoia, il figlio dell’ultimo Re d’Italia. Dopo qualche mese, Dirk Hamer morì per le complicazioni associate a tale episodio. Secondo Hamer, il trauma emotivo da lui affrontato in quell’occasione fu talmente profondo da causargli, qualche anno più tardi, lo sviluppo di un cancro ai testicoli. Guarito, l’ex medico si convinse sempre di più della relazione tra i due eventi e cominciò a gettare le basi di quella che, in antitesi alla medicina ufficiale, chiamò la Nuova Medicina Germanica”, spiega ‘dottoremaeveroche’.
Nel 1986, dopo essere stato ritenuto responsabile della morte di numerosi pazienti, il medico venne radiato dall’Ordine dei Medici tedesco. Da quel momento Hamer fu più volte accusato di esercizio abusivo della professione medica dalle autorità tedesche, francesi, spagnole, austriache e belghe. Morì a Sandjeford, in Norvegia, nel luglio del 2017.
Ebbene, a supporto della sua teoria – come si legge anche nella conclusione di una pagina dedicata sul sito dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (Airc) – non c’è “nulla di scientifico, e anzi contraddice molto di ciò che si sa essere dimostrato sul funzionamento del corpo umano e sullo sviluppo delle patologie tumorali”. Nel 2001, un gruppo di esperti dello Swiss Group for Complementary and Alternative Methods in Cancer (Scac) ha preso in esame la teoria della Nuova Medicina Germanica, concludendo “dopo un’attenta analisi, che non sono state individuate evidenze a supporto delle asserzioni di Ryke Geerd Hamer o dei trattamenti oncologici che egli propone”.
Dello stesso parere è David Gorsky, chirurgo oncologo del Barbara Ann Karmanos Cancer Institute di Detroit, il quale in un articolo pubblicato nel 2009 sul sito Science-Based Medicine ha definito la teoria di Hamer “una ciarlataneria” tanto più condannabile in quanto “si nutre di un elemento tipico della ‘medicina alternativa’: la tendenza a incolpare le vittime. Se il malato di cancro non riesce a superare questo ‘trauma’ e muore, la colpa è sua, in quanto evidentemente non ha creduto abbastanza nella cura”. Inoltre si tratta di un approccio “molto pericoloso”. Come si legge nella relazione dello Scac, “i pazienti che si affidano esclusivamente ai trattamenti oncologici proposti dal Metodo Hamer rischiano di perdere tempo prezioso”.

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