«Adidas, marchio “inventato” 2 secoli fa da un grande veneto»

Pubblichiamo la nota del presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti.

Il Tribunale europeo, com’è noto, ha confermato la posizione dell’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (Euipo) che già nel 2016 aveva annullato la registrazione del “brand” Adidas, le celeberrime tre strisce, su domanda di dichiarazione di nullità avanzata dalla belga Shoe Branding Europe. Non entro nel merito della controversia, ma segnalo una curiosità o, se preferite, una singolare bizzarria: le scarpette con le tre strisce non sono esattamente, dal punto di vista dell’immagine e del “brand” messo oggi in discussione, una creazione originale della multinazionale di Herzogenaurach in Baviera, bensì vantano una singolare anticipazione se non primogenitura veneta di una firma prestigiosa, Giovanni Battista Tiepolo.

Nell’affresco della parete ovest del salone d’onore di Villa Cordellina Lombardi a Montecchio Maggiore, nel Vicentino, Tiepolo dipinse, come stabilì Remo Schiavo, nella primavera del 1744 “La continenza di Scipione“: la fonte letteraria dell’opera si trova nel “Factum et dictorum memorabilium liber quartus” di Valerio Massimo mentre alcuni particolari possono essere ritrovati anche in Tito Livio. A consigliare il soggetto Francesco Algarotti. La scena è quella di Scipione l’Africano che, nel corso della seconda guerra punica dopo la conquista di Nova Carthago, restituisce al principe dei Celtiberi Aluccio la sua promessa sposa ordinando di consegnare ai due giovani, quale suo dono di nozze, i gioielli ed oggetti offerti per il riscatto della ragazza. Ecco: guardate bene in prossimità del paggio che porta il cofanetto dei doni, in primo piano, la calzatura del personaggio dai calzoni rossi all’estrema sinistra dell’osservatore: si tratta proprio di sneakers bianche con tre strisce nere che anticipano di oltre due secoli e mezzo le produzioni dell’Adidas. Pochi centimetri sotto la scarpetta sneakers-ante litteram la firma autografa di Gio.Batta Tiepolo.

Non so come andrà a finirà in Tribunale la guerra delle strisce. So che l’Adidas dovrebbe riflettere su quell’immagine della Continenza di Scipio e idealmente tutelarla: non è da tutti poter annoverare tra i creatori del proprio brand, piaccia o no all’Euipo, un grande maestro della storia dell’arte. E non credo sia fatto secondario rammentare che lo stesso Tiepolo nel 1751 fu chiamato dal principe-vescovo bavarese Karl Philipp von Greiffenclau zu Vollraths ad affrescare la Sala Imperiale e lo scalone della residenza di Würzburg, forse uno dei punti massimi dell’intera opera del Tiepolo, probabilmente una delle opere d’arte di maggior rilevanza dell’intera Baviera e del Rococò: quel capolavoro dista una novantina di chilometri dalla casa madre bavarese dell’Adidas.

Credo ce ne sia abbastanza per imbastire una operazione culturale, e di intelligente marketing, di non poco conto e si straordinaria rilevanza nel segno del Tiepolo e dei legami antichi tra la Serenissima e la Baviera, grandi stati che ebbero a lungo vita autonoma e non pochi rapporti che del resto continuano ancor oggi grazie alle nostre imprese ed economie.