Migranti, Salvini a Olanda: «Sea Watch 3 “minaccia” per Stato italiano»

Si aggrava di ora in ora la situazione all’interno della nave ong Sea Watch 3  con a bordo 43 migranti, in mare da 11 giorni. Il ministro dell’Interno italiano Matteo Salvini va all’attacco parlando delle responsabilità dell’Olanda e del comandante della nave. Il quale «rifiutando il POS indicato dalle competenti Autorità libiche, ha deciso, malgrado il luogo ove era avvenuto l’evento, di far rotta verso l’Italia – scrive Salvini in una lettera al collega olandese – e di considerare il Centro Nazionale di Coordinamento del Soccorso Marittimo Italiano responsabile per l’individuazione del porto di sbarco, in spregio al riparto delle competenze e alla normativa in materia. Il Comandante della nave ha, così, autonomamente deciso di esporre le persone a bordo (donne, uomini e minori) ad una navigazione più lunga e pericolosa, con conseguenti inutili, maggiori rischi per la propria integrità psico-fisica, pur a fronte di luoghi più vicini a quello in cui si è verificato l’evento e diversi dall’Italia».

«Pur avendo richiesto, sin dall’inizio, un porto di sbarco al proprio Paese di bandiera (l’Olanda, n.d.r.)  non ha, inspiegabilmente, ricevuto risposta. Le conseguenze di tale decisione sono da un lato la perdurante esposizione delle persone a bordo a condizioni psicologiche di forte pressione e condizioni igienico-sanitarie in rapido deterioramento, entrambe le linee evolutive assolutamente prevedibili. Dall’altro, – prosegue Salvini -la configurazione di una vera e propria “minaccia” allo Stato Italiano, tale potendosi considerare la condotta di colui che palesemente persegue la violazione del quadro giuridico di uno Stato sovrano».

«Violazione che – aggiunge ancora Salvini – nel caso di specie, è integrata non soltanto dalla mancata adozione, da parte dei Soggetti competenti (Stato di bandiera, comandante ed equipaggio), delle necessarie iniziative per condurre le persone a bordo del natante in un luogo di sbarco legittimamente indicato in base alla normativa in materia, ma
anche dallo strumentale stazionamento dell’imbarcazione, nello stesso luogo, da molti giorni e dallo strumentale utilizzo dell’evoluzione delle condizioni delle persone a bordo per “forzare” le Autorità italiane – conclude Salvini – ad autorizzare l’ingresso nelle acque territoriali e lo sbarco». (t.d.b.)

(Fonte: Adnkronos)

(ph. Imagoeonomica)