Olimpiadi 2026, De Carlo: «non siano mangiatoria per lobby cemento»

Milano-Cortina 2026 è realtà: questo il verdetto uscito nel tardo pomeriggio di oggi da Losanna (clicca qui per leggere). I giochi olimpici invernali del 2026 si terranno dunque tra le Dolomiti, e a festeggiare c’è anche il deputato di Fratelli d’Italia e sindaco di Calalzo di Cadore, Luca De Carlo: «è un grandissimo risultato, frutto del lavoro e del sostegno di tutti, dal mondo economico a quello alberghiero e sportivo, fino a quello politico. Ora però questo evento deve diventare un volano per l’economia del nostro territorio, e non ridursi a una semplice mangiatoia per le solite lobby del cemento. Le Olimpiadi 2026 diventino un vero evento a marchio tutto italiano. Non solo le opere, ma anche tutti i prodotti commercializzabili, dalle magliette ai cappellini ai vari ricordini, devono essere prodotti in Italia. No all’invasione delle “cinesate”, sì a prodotti di qualità realizzati dai nostri artigiani e dai nostri produttori: è così che si sostiene la piccola e media impresa, il tessuto dell’economia italiana ben rappresentato dalle regioni che ospiteranno i giochi, Veneto e Lombardia».

L’onorevole cadorino ricorda anche i dati riportati dall’analisi di impatto economico e finanziario delle Olimpiadi invernali 2026, prodotta dal Dipartimento di Economia e diritto dell’Università la Sapienza e presentata a Palazzo Chigi lo scorso marzo: l’incremento del Pil tra il 2020 e il 2028 oscilla dai 93 milioni a un picco di 374 milioni nel 2025, per tornare a 81 milioni nell’ultimo anno, per un Pil cumulato massimo di 2,3 miliardi di euro (clicca qui per leggere il rapporto dell’Università Ca’ Foscari). «Questa è una grande occasione di crescita economica per la provincia di Belluno. I giochi invernali tornano nella Regina delle Dolomiti esattamente 70 anni dopo, e l’annuncio arriva alla vigilia dei festeggiamenti per il decennale della proclamazione delle Dolomiti a patrimonio dell’umanità Unesco: le premesse per un evento storico ci sono tutte, ora sta a chi di dovere rispettarle». (a.mat.)

(ph: imagoeconomica)