Presidente Aci: «auto elettriche inquinano come quelle diesel»

«L’auto elettrica è comodissima, è il futuro, e non voglio essere frainteso. Ma occhio a finirci sotto, potrebbe fare molto male». E’ questo il grido di allarme di Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Aci, guidatore felice di una vettura ecologica. In un’intervista a Libero afferma: «sta ammazzando il mercato dell’auto, specie del diesel, e questo significa centinaia di migliaia di posti a rischio, senza peraltro avere nessun vantaggio in cambio, visto che siamo indietro come infrastrutture, costi, tecnologia». In questo momento le auto elettrice rappresentano solo lo 0,66% del parco auto italiano. «Per forza – continua Sticchi Damiani – costano non meno di 30mila euro, ci impieghi ore a ricaricarle, hanno un’autonomia non superiore ai 300 chilometri per le più grandi, ma le utilitarie si fermano a 120, e solo se non accendi l’aria condizionata e non corri. In più non è facile trovare sul territorio stazioni di ricarica».

Per quanto riguarda il mercato dell’auto tradizione, il presidente dell’Aci spiega che è dovuto ad «incertezza e disinformazione. Fioccano eccessive limitazioni, annunci che terrorizzano. I consumatori pensano che tra due, tre anni sarà vietata la circolazione dei diesel nei centri delle città e così non acquistano. I sindaci sono portati ad una politica ambientalista che produce a volte annunci di provvedimenti catastrofici; in realtà in questo modo si paralizza il mercato e si confondono le idee agli automobilisti. Il diesel è stato criminalizzato ingiustamente. Per valutare quanto inquina un’auto bisogna calcolarne l’impatto lungo tutta la sua vita, dalla produzione alla rottamazione e le posso assicurare che se lei compara una vettura elettrica a un euro 6 di ultima generazione alimentata con carburanti ecologici, non vi è una sensibile differenza tra le due».

«Le tanto temute polveri sottili – prosegue Sticchi Damiani – vengono sollevate anche dalle auto elettriche ed esse, pesando molto in quanto hanno le batterie, ne sollevano più dei diesel. Lo stesso discorso vale per i residui delle pastiglie dei freni. Non dico di fermarsi, c’è bisogno di produrre veicoli verdi, ma non si può far fuori dal mercato 39 milioni di vetture tradizionali, la gente non ha neppure i soldi per sostituirle. A breve pubblicheremo uno studio
che con riscontri scientifici smonta tutte le leggende sull’inquinamento da auto. Il diesel viene criminalizzato dagli Usa, che non lo hanno mai prodotto, e dalla Cina, che partendo da zero, perché priva di un’importante industria auto, ha puntato tutto sulle batterie e sull’elettrico, dove è all’avanguardia, e vuole distruggere il mercato tradizionale. Noi ci stiamo cascando, vittime dei nostri pregiudizi, alimentati da una propaganda a volte straniera», conclude Sticchi Damiani. (a.mat.)

(ph: imagoeconomica)

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