Salario minimo a 9 euro, Cgia contraria: «è già superiore»

«Salario minimo orario a 9 euro lordi per legge? No grazie. Già oggi nei principali contratti nazionali di lavoro dell’artigianato – che presentano i livelli retributivi tra i più bassi fra tutti i settori economici presenti nel Paese – le soglie minime orarie lorde complessive sono comunque superiori alla proposta di legge proposta dal Movimento 5 Stelle. Va tenuto conto anche del salario differito». È una presa di posizione netta nei confronti della proposta di salario minimo quella del centro studi della Cgia di Mestre secondo cui la materia contrattuale è molto complessa ed è estremamente riduttivo analizzarne solo ed esclusivamente la retribuzione oraria lorda.

«Quando le parti sociali rinnovano un contratto di lavoro – segnala in una nota il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo – nello stabilire gli aspetti strettamente retributivi si tengono in considerazione anche gli altri istituti che non hanno un impatto diretto sulla busta paga, ma sono altrettanto importanti, poiché vanno a comporre il cosiddetto salario differito. Ci riferiamo alle festività, ai permessi, alle malattie, alla maternità, alla formazione, etc. Se, inoltre, teniamo conto anche degli straordinari, del Tfr, della tredicesima/quattordicesima mensilità e, ove esistono, del welfare aziendale e dei contratti integrativi territoriali, già oggi il salario minimo orario dei lavoratori interessati dai contratti collettivi nazionali è nettamente superiore ai 9 euro lordi chiesti dai 5Stelle». (t.d.b.)

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