Variati attacca Rucco: «Vicenza fuori dall’Unesco»

Allarme Unesco per Vicenza?

Lungo post dell’ex sindaco di Vicenza, Achille Variati, in cui accusa la nuova amministrazione di mettere a rischio la permanenza del capoluogo berico nella lista di città patrimonio dell’ente.

Variati riferisce di aver ricevuto notizie secondo le quali

Nell’ultimo anno non solo non si sarebbe tenuto un sufficiente rapporto anche formale con il mondo Unesco (tramite il Ministero per i Beni e le Attività Culturali), ma si sarebbero anche trascurate le specifiche indicazioni date dalla missione Icomos. Non solo: progetti annunciati da questa Amministrazione, come il completamento della tangenziale a Nord o la realizzazione di nuove strutture nell’area verde del Parco della Pace, sarebbero in diretto contrasto con le indicazioni ricevute. Mentre non è dato sapere se si sia portato avanti il lavoro di aggiornamento del Piano di Gestione, fermo da 20 anni, che noi avevamo avviato nell’ultimo anno e mezzo di mandato.

Il rapporto Vicenza-Unesco non è mai stato semplice, come lo stesso ex sindaco ammette:

Negli anni passati, con la mia Amministrazione, abbiamo dovuto gestire una delicatissima procedura Unesco. Era nata in primis per due progetti decisi dalle precedenti amministrazioni, cioè Borgo Berga e la base militare americana al Dal Molin, e poi si era ampliata a nuovi progetti, su cui stavamo lavorando anche noi, come la TAV.

È stata una partita complessa e difficile, che ci ha impegnati per un paio d’anni, fatta di una corposa corrispondenza, di uno strumento di analisi strategica che abbiamo rapidamente finanziato e attivato (la HIA, valutazione di impatto sul patrimonio) e infine di una missione di ispezione da parte di Icomos, il braccio operativo di Unesco.

La posta in gioco era molto alta: Vicenza rischiava di essere inserita nella blacklist dei beni in pericolo, quelli cioè per i quali le scelte urbanistiche o di sviluppo territoriale (o, in altri casi, disastri naturali o vicende belliche) mettono a rischio l’integrità del sito e delle sue caratteristiche qualificanti. Grazie anche al lavoro molto attento che facemmo, il rapporto successivo alla missione non “condannò” Vicenza, pur mettendo in luce numerose criticità e indicando con molta chiarezza una serie di raccomandazioni e di azioni da compiere.

La conclusione a cui giunge Variati è che il rischio che il capoluogo riceva un “cartellino rosso” sia assai concreto:

Attenzione: a inizio luglio l’Unesco si riunisce, e dovrà valutare diversi casi. Tra questi, forse, Vicenza. Il rischio molto forte è che il cartellino giallo che era stato mostrato due anni fa diventi, per incuria dei rapporti e per l’aver riproposto pubblicamente e addirittura programmaticamente progetti territoriali già esplicitamente bocciati da Icomos, un cartellino rosso. Forse non è inutile sottolineare come una nuova procedura, o addirittura un declassamento di Vicenza secondo i parametri Unesco, avrebbero conseguenze molto gravi per quel turismo su cui la mia Amministrazione aveva iniziato a investire, con molta fatica ma anche con grandi risultati. Oltre a rappresentare una grandissima sconfitta per l’intero nostro sistema culturale e territoriale.