«Strage di Cima Vallona, governo chieda estradizione terroristi»

«Dopo 52 anni, i quattro terroristi condannati all’ergastolo per l’eccidio di Cima Vallona (Belluno) non hanno scontato un solo minuto di carcere. Il Governo italiano chieda immediatamente la loro estradizione all’Austria». Lo afferma l’onorevole Luca De Carlo, deputato di Fratelli d’Italia e sindaco di Calalzo di Cadore (Belluno), in occasione della cerimonia di commemorazione dell’attentato costato la vita a quattro militari il 25 giugno 1967 e descritto anche nella canzone Cima Vallona scritta da Francesco Guccini per Caterina Caselli. Le vittime furono Francesco Gentile, classe 1930, di Fano (PS), capitano del Battaglione Carabinieri paracadutisti Mario Di Lecce, classe 1936, di Lecce, l’alpino radiofonista Armando Piva, nato a Pederobba (Tv) il 2 dicembre 1945 e residente a Valdobbiadene (Tv) nella frazione di Bigolino, effettivo al battaglione Val Cismon, sergente maggiore artificiere del Battaglione sabotatori paracadutisti Olivo Dordi, classe 1943. Rimase gravemente ferito, ma sopravvisse, il sottotenente del Battaglione sabotatori paracadutisti Marcello Fagnani, classe 1940, di Roma. L’attentato fu attribuito a organizzazione terroristica separatista altoatesina BAS (Befreiungsausschuss Südtirol) in seguito al ritrovamento della seguente rivendicazione: «Voi non dovrete avere mai più la barriera di confine al Brennero. Prima dovete ancora scavarvi la fossa nella nostra terra».

I giudici italiani ritennero Norbert Burger l’ideatore dell’attentato e capo della cellula terroristica, Peter Kienesberger l’artificiere che confezionò le bombe che poi collocò con l’aiuto di Erhard Hartung e Egon Kufner. Per questo ed altri attentati compiuti tra l’agosto 1966 e l’agosto 1967 la Corte d’assise di Firenze con sentenza 6/70 del 14 maggio 1970 condannò in contumacia: Norbert Burger all’ergastolo per strage continuata pluriaggravata, vilipendio di cadaveri, danneggiamento aggravato e banda armata; Peter Kienesberger all’ergastolo per strage, vilipendio di cadaveri, banda armata, danneggiamento ed attentati; Erhard Hartung (Germania) all’ergastolo per strage e banda armata Egon Kufner  a 24 anni per strage e banda armata. Dopo forti pressioni diplomatiche italiane anche l’Austria processò Kienesberger, Hartung e Kufner, che furono però assolti per mancanza di prove.

«Altro che concessione della grazia, come chiede qualcuno in Alto Adige -, continua De Carlo in una nota -. Anche oltre 50 anni dopo, chi si è macchiato di un simile crimine deve scontare la sua pena. Qui il credo politico non c’entra nulla: questo non ci ridarà indietro i nostri caduti, ma ci aiuterà a far pace col nostro desiderio di giustizia. Non è presente nessun esponente dell’Alto Adige. Il Presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, ha inviato appena due righe due per scusarsi dell’assenza, a causa di una concomitante manifestazione. Lo trovo gravissimo e vergognoso; la pacificazione passa attraverso la consapevolezza di quello che è stato – conclude -, e questa è stata una strage». (t.d.b.)

(ph. Imagoeconomica)

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