Caso tram, Lorenzoni non si nasconda dietro Bitonci

Il vicesindaco di Padova attacca chi il socio di maggioranza, cioè in pratica il governo. Ma il presidente Ragona è in quota Coalizione Civica: si faccia valere

Tempi difficili per l’azienda di trasporti pubblici Bus Italia Spa, nonostante la felice notizia del rinnovato appalto del  trasporto pubblico a Padova per i prossimi 9 anni. L’impresa, nata nel 2015, partecipata al 55% da Ferrovie dello Stato e al 45% dal Comune di Padova, è nell’occhio del ciclone dopo i primi risultati delle indagini riguardanti il deragliamento del 10 giugno scorso, che fortunatamente non ha causato feriti. Nello specifico l’incidente viene imputato al ricorso a pezzi di ricambio non originali, ma più in generale è l’intera – scarsa – manutenzione ad essere messa sotto accusa, considerato che l’Ustif, ovvero l’ufficio speciale trasporti ad impianti fissi, incaricato dal Ministero aveva già messo in guardia più volte fatto rilievi a Bus Italia sull’economicità delle manutenzioni.

Silenzio, per il momento, da parte dei vertici di Bus Italia spa. A far la voce grossa ci pensa il Comune: il vicesindaco nonché assessore della mobilità Arturo Lorenzoni, per evitare polemiche sull’attuale linea e, soprattutto, in ottica della nuova linea Voltabarozzo-Stazione, difende l’affidabilità del mezzo, puntando l’accusa nei confronti di chi ha la maggioranza delle quote in Bus Italia spa, ovvero Ferrovie dello Stato, cioè il Ministero dell’Economia, quindi – implicitamente, ma mica tanto – si ritorna l’odiato sottosegretario ed ex sindaco di Padova, il leghista Massimo Bitonci.

Proprio in virtù degli accordi stipulati all’atto di nascita dell’azienda Bus Italia spa, il Comune di Padova ha potere molto limitati ed è in minoranza. Tuttavia é un po’ troppo facile nascondersi dietro il “dito” delle Ferrovie dello Stato. E’ bene ricordare infatti che nel cda di Bus Italia siedono da più di un anno due rappresentanti del Comune entrambi in quota Lorenzoni: Stefania Marchetti ed Andrea Ragona, che ne è il presidente. Per quanto il Comune sia in minoranza e per quanto non abbia potere decisionale, i due ricoprono cariche di primo livello e possono, comunque, negoziare e fare delle proposte per migliorare. Nel recente passato abbiamo visto nascere il progetto co-finanziato dall’università del Night Bus, ovvero il servizio a chiamata notturna, le agevolazioni per il costo del biglietto, il ripristino di alcune linee, l’ottimizzazione dei percorsi: tutte iniziative facente parte della gestione caratteristica, che hanno incrementato i passeggeri e dato un’ottima immagine del servizio di trasporto pubblico in città.

Prontamente, in queste occasioni, senza troppo badare a chi è in mano la parte operativa, Lorenzoni e Coalizione Civica, considerata la loro vocazione alla mobilità sostenibile e per dare riscontro ai propri elettori, hanno ben pensato di intestarsi e celebrare in pompa magna questi successi. Non c’è nulla di male e nessuno scandalo nell’esporre i trofei, ci mancherebbe. Ma allora bisognerebbe utilizzare lo stesso metro anche quando si é in difficoltà, specie di fronte ad accuse precise che parlano di scarsa manutenzione. L’amministrazione non può dunque scaricare tutto sul maggiore azionista. Può e deve pretendere il massimo: chi siede nel cda non è lì a mero scopo d’immagine, ma ha un mandato pieno, per controllare ed assicurare che i padovani viaggino in maniera sicura.

(ph. Imagoeconomica)