Pedemontana, il gip: «L’incidente mortale segnale del materiale scadente»

Sono agghiaccianti le pagine scritte dal GIP Matteo Mantovani, al termine dell’indagine degli uomini della Guardia di Finanza, guidati dal colonnello Crescenzo Sciaraffa, che ha portato a sequestrare il lotto Malo-Cornedo della Pedemontana e all’incriminazione per frode di Luigi Cordaro, direttore di cantiere, Fabrizio Saretta, responsabile del Lotto 1 Tratto C, Giovanni Salvatore D’Agostino, direttore tecnico e Adriano Turso, direttore dei lavori della SPV, la società concessionaria aggiudicataria dell’appalto della Pedemontana Veneta.

Le intercettazioni

Dalle intercettazioni telefoniche tra gli indagati, tra loro e anche con altri interlocutori, emerge – per usare le parole del magistrato – «un forte, spregiudicato e radicato interesse ad una prosecuzione rapida, spedita e senza intoppi dell’opera, per evitare ricadute patrimoniali, il tutto a discapito della qualità complessiva della struttura»: l’accusa è quella di aver utilizzato per la costruzione materiale non certificato e/o non a norma, più economico ma non corrispondente alle specifiche del progetto commissionato dalla Regione. E di questo, nelle intercettazioni, hanno dimostrato di essere consapevoli.

Questa condotta avveniva nonostante «i ripetuti crolli, l’incidente mortale, gli smottamenti, la preoccupazione sempre maggiore degli operai per la loro stessa incolumità che sono a loro volta gli inequivoci segnali di evidenti problematiche di staticità della costruzione, riconducibili alla scarsa qualità del materiale impiegato». Dalle conversazioni è emerso che il cemento sarebbe stato certificato successivamente, se non ci fossero stati particolari problemi. Ma i problemi c’erano ed erano sotto gli occhi di tutti.

In più di una conversazione il direttore di cantiere Cordaro viene esplicitamente avvisato che «la gente comincia ad avere paura», che ci sono «tanti e tanti dubbi» e lui stesso racconta a D’Agostino di due “splaccaggi”, «che meno male non c’era nessuno sotto».

Prossimi sviluppi

Ora le indagini delle fiamme gialle proseguono, anche per quantificare il danno che è stato fatto alla pubblica amministrazione. E sembra oggettivamente difficile che la Pademonata ossa rispettare il calendario dei lavori, come invece sostenuto dalla Regione. 

ph Michele Rocchetto su Facebook