La sfida del Bocciodromo: «Al degrado sociale pensiamo noi»

Il centro sociale di Vicenza contesta il bando voluto dal centrodestra di Rucco: «fatto per tagliarci fuori». Ed è pronto con un progetto alternativo

E’ arrivata a quota mille la petizione lanciata alcune settimane fa in favore del Bocciodromo di Vicenza. Dopo nove anni di attività, il centro sociale rischia di dover lasciare lo spazio di proprietà comunale. Come previsto dal regolamento, infatti, il Comune ha indetto un nuovo bando, sospettato di essere un modo legale e gentile per  mantenere la promessa elettorale del centrodestra di far sloggiare gli attuali gestori, troppo a sinistra. Non uno sgombero con le ruspe, quindi, ma con le carte bollate. La comunità del “Boccio” é pronta ad opporsi su due fronti: questa sera si scende in piazza, appuntamento alle 21 in piazza Castello, mentre giovedì 11 luglio al mattino gli attivisti si recheranno in Comune a consegnare le 15 pagine di progetto per partecipare alla prima gara. Da quanto emerge dalle indiscrezioni, dovrebbero essere altre due le associazioni interessate allo spazio di via Rossi: l’Aics Vicenza, che si occupa di sport oltre che di attività socio culturali e volontariato, e un’associazione serba, comunità molto numerosa nel nostro territorio e molto attiva nell’organizzazione di eventi.

Quale sia la temperatura politica percepita in via Rossi, nel quartiere dei Ferrovieri, lo raccontano i due giovani portavoce Marco Zilio, studente in Sociologia prossimo alla tesi, e Elena Guerra, operatrice socio-sanitaria: «La manifestazione è stata lanciata per opporsi al bando come strumento di assegnazione, un bando che non tiene conto di tutto il lavoro che è stato fatto in questi 9 anni né delle relazioni sociali, quindi umane, che sono state intrecciate con il quartiere e con la città. E’ un bando che traduce in termini burocratici l’intenzione di sgomberarci, che era uno dei punti della campagna elettorale e più volte ribadita da alcuni consiglieri, Giovine in primis. Non ci stiamo a questo bando e lo ribadiremo in piazza».

Entrando più nello specifico, cosa non vi piace nei termini della gara indetta dal Comune?
Guerra: «Il bando prevede una valutazione di 70 punti per il progetto e 30 per la proposta economica, con un canone minimo di oltre 1000 euro. E’ lampante che l’amministrazione vuole premiare l’incasso non quanto offerto alla cittadinanza. pensiamo alla palestra, per esempio: le nostre quote sono accessibili a tutti».
Zilio: «Il Bocciodromo nasce come spazio sociale, le persone che lo animano sono tutti volontari: questo bando va nella direzione opposta, che è comunque la stessa della giunta Rucco. Qual è il loro progetto nel sociale e nei servizi? Noi non l’abbiamo ancora capito. In via Rossi noi offriamo servizi, cosa che dovrebbe fare qualcun altro…  Qual è la loro posizione nei confronti dell’emergenza ambientale? A parte togliere dossi e ciclabili, troppo comodo stare in ufficio col condizionatore acceso e il suv sotto casa. Noi nel progetto metteremo la riqualificazione energetica dello stabile, che non è nemmeno nel bando, come l’ambiente non è nella loro agenda politica.

Questo potrebbe far pensare che vogliate un bando ad personam, una gara in cui i vincitori designati dovevate essere voi, quasi come fosse un diritto acquisito… 
Zilio: «Ovviamente no ma non siamo neanche così fessi da non capire che è stato scritto appositamente per tagliare fuori il gruppo di associazioni che ha dato vita al Bocciodromo. E’ generico e sbilanciato sui soldi, con un canone praticamente commerciale che, ovviamente, chi si occupa di attività sociali non può arrivare a permettersi. Per il Comune lì potrebbe benissimo starci una discoteca».
Guerra: «Una stima del Comune parla di un valore della ristrutturazione pari a 300mila euro. In realtà, quantificando tutti i lavori, tutta la manutenzione in questi anni, la cifra è ben più importante. Ma di questo parleremo dopo l’11, quando presenteremo pubblicamente la nostra proposta».

Questa posizione dell’amministrazione di centrodestra può essere anche stata determinata dalla forte caratterizzazione dello spazio. Non si può certo dire che voi non siate “di area”. Non pensate che potrebbe esserci maggiore apertura culturale, da parte vostra?
Zilio: «Ogni gruppo sociale ha il suo tipo di cultura e quello esprime. Il Bocciodromo è comunque sempre stato aperto a tutti: abbiamo un avversione per nazsiti, fascisti, razzisti e omofobi ma quello è scritto anche nel Regolamento comunale… In realtà penso che molti di quelli che partecipano ai nostri eventi, come le mostre e il jazz club, siano elettori di Rucco o di centro destra. Non chiediamo tessere di appartenenza e siamo abituati al confronto, come nelle assemblee di quartiere, che non sono certo di area. Mi pare che chi non sia abituata al confronto sia questa giunta, come si evince dal numero di consigli comunali convocati, di poco sopra lo zero».

A proposito di stanze del potere, avete mai pensato di essere più presenti? Seduti su qualche poltrona, intendo, non a protestare sotto palazzo Trissino.
Guerra: «Assolutamente no. Abbiamo scelto di fare politica dal basso, con la città e per la città. Con le istituzioni dialoghiamo, o baruffiamo, su questioni specifiche, sulle problematiche sociali che affrontiamo».

Con la giunta precedente c’era maggior dialogo, eravate più “rispettosi”…
Zilio: «Non direi (ride, ndr). Variati l’abbiamo fischiato durante un’assemblea ai Ferrovieri sulla questione Tav; Borgo Berga, ora su tutti i giornali, l’abbiamo occupato più volte… . Sulla questione grandi opere non c’è nessuna differenza tra centrodestra e centrosinistra. Però Variati era in grado di riconoscere che esisteva anche una città “altra” e con questa era disposto a dialogare e a confrontarsi. Non possiamo dire lo stesso di Rucco & C.».

Cosa farete se la vostra proposta non verrà accettata? Occuperete?
Zilio: «Si aprirà un lungo periodo di battaglia politica per dare a questa città uno spazio di libertà e di democrazia. Sulle modalità dovremo fare un ragionamento collettivo: il decreto Salvini ha inasprito le pene sulle occupazioni e sulle manifestazioni, ma è presto per parlarne. Sicuramente faremo di tutto per portare avanti quanto fatto fino adesso, con il quartiere e con la città, con gli ultimi di questa città, che non sono così pochi. Loro con i loro controlli in Campo Marzo hanno fatto spostare gli spacciatori nei quartieri limitrofi. Ai Ferrovieri c’è stato un periodo difficile, in cui i ragazzini venivano a dirci che gli spacciatori facevano sniffare loro la cocaina e li mandavano a vendere. Abbiamo risolto il problema con l’aiuto dei genitori, andando a cercare questi delinquenti e allontanandoli dal quartiere. Le loro ronde cosa hanno risolto?».
Guerra: «Questa città ha bisogno di tante cose che le istituzioni non danno più o sono poco accessibili. In Bocciodromo, collaborando con la Tutela minori, abbiamo lavorato con un gruppo di ragazzini “terribili”: uno di loro adesso è il nostro fonico. Non ci arrenderemo anche per loro».

(ph: Facebook Bocciodromo)