Autonomia, scintille al vertice tra Lega e M5S: cos’è successo

E’ iniziato intorno alle 8 di questa mattina il vertice di governo per trovare un accordo sul testo per attuare l’autonomia per Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna. Presenti il premier Giuseppe Conte e i due vice, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, i ministri Barbara Lezzi, Erika Stefani, Alberto Bonisoli, Riccardo Fraccaro, Marco Bussetti, i viceministri all’Economia Laura Castelli e Massimo Garavaglia, il sottosegretario Stefano Buffagni, i ministri Danilo Toninelli e Giulia Grillo e i tecnici del ministero della Difesa. L’incontro è stato sospeso intorno alle 10:30 per consentire ai ministri presenti di poter partecipare al voto in Senato sul taglio dei parlamentari. Secondo fonti di governo, sarà difficile che possa riprendere oggi dopo lo scontro piuttosto acceso tra Lega e M5S sul testo.

La Lega ha attaccato i pentastellati: «Sull’autonomia invece di andare avanti si torna indietro. I Cinque Stelle condannano il sud all’arretratezza». La risposta del Movimento: «Si va avanti ma nessuno spezzatino della scuola. Non lo permetteremo. La Lega ha proposto di inserire le gabbie salariali, ovvero alzare gli stipendi al Nord e abbassarli al Centro-Sud, una cosa che per noi è totalmente inaccettabile. Una simile proposta spaccherebbe il Paese e la consideriamo discriminatoria e classista. Impedirebbe ai giovani di emanciparsi, alle famiglie di mandarli a studiare in altre università, diventerà difficile e costoso anche prendere un solo treno da Roma a Milano. Tra l’altro è già stata in vigore in passato con pessimi risultati e giustamente venne abolita nel ’72. Reintrodurla significa riportare l’Italia indietro di mezzo secolo. Follia pura».

Durante l’incontro Salvini era furioso. «Se c’è qualcuno che sabota, qualcuno che l’autonomia non vuol farla… Allora si parli chiaro». Per placare il leader della Lega è intervenuto il premier Giuseppe Conte: «L’autonomia va avanti ma nel rispetto dell’unità del Paese e del dettato costituzionale».

Fonte: Adnkronos

(ph: imagoeconomica)