BpVi, Zonin: «Finita così perchè è mancato l’orgoglio veneto»

«Se ci fosse stato un orgoglio veneto forse non sarebbe andata così. E se fossimo diventati una grande banca, oggi non saremo qui». Conclude la frase con un sorriso Gianni Zonin, ex presidente della Banca Popolare di Vicenza, che parla ai microfoni di TgR Veneto a margine dell’udienza che si è tenuta ieri a Vicenza. «Ho avuto fiducia in quelli che hanno controllato la banca. Purtroppo qualcosa non ha funzionato ma molto forse è dipeso anche dal fatto che non siamo riusciti a fare una fusione con Veneto Banca che era indispensabile. Forse è anche un po’ colpa mia che non sono riuscito a convincerli».

Zonin assolve però gli organi di vigilanza, Consob e Bankitalia: «Tutte le verifiche che sono state fatte hanno sempre funzionato nel modo corretto ed hanno trovato corretto il comportamento della banca». A complicare tutto il cambio repentino delle leggi: «Non si fa un decreto legge che dura 90 giorni per chiudere il mondo delle banche popolari. Però questa è l’Italia», conclude Zonin.

(ph: imagoeconomica)