Processo BPV, i testimoni: «Zonin sapeva»

E’ tornato a Borgo Berga il maxi processo sul crac della Banca Popolare di Vicenza, dove era iniziato il primo dicembre dello scorso anno, per poi trasferirsi nell’aula bunker di Mestre. Presente anche il grande accusato Gianni Zonin, che si è presentato per la prima volta in aula il 21 maggio.

Davanti al Presidente Deborah De Stefano, hanno testimoniato Robertino Capozzo, commercialista ed ex sindaco di Lugo; Antonio Favrin, presidente del gruppo Marzotto; Fulvio Bosso, ex capoarea di Vicenza città per BpVi e attuale dipendente di Intesa; e gli imprenditori René Caovilla e Giancarlo Ravazzolo.

Quest’ultimo e il fratello Silvano, come riferisce Matteo Bernardini a pagina 16 dell’edizione di giovedì 11 del Giornale di Vicenza, avevano accumulato la cifra monstre di 90 milioni di euro di operazioni baciate.

Queste le parole dell’imprenditore:

«Durante le cene a cui periodicamente venivamo invitati, il presidente Zonin ci garantiva che finché c’era lui non avremmo avuto problemi. Poiché noi di fatto avevamo solo operazioni baciate sono convinto il presidente sapesse di cosa stavamo parlando»

I fratelli Ravazzolo non erano gli unici in aula ad aver visto polverizzarsi patrimoni milionari: Renè Capovilla, noto imprenditore del lusso, ha perso 30 milioni.