Schiava della convivenza da incubo: finisce gravissima in ospedale

Nei giorni scorsi i Carabinieri della Stazione di Bardolino hanno eseguito un’ordinanza applicativa di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Verona – Ufficio G.I.P. per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate a carico di un 29enne, residente a Garda, celibe, nullafacente, positivo in Banca Dati.

La denuncia

Le indagini dei Carabinieri sono iniziate nel maggio 2019 quando la convivente dell’arrestato aveva presentato una denuncia-querela nei suoi confronti, nella quale aveva riferito di subire abitualmente dei maltrattamenti da parte del compagno; tali episodi erano iniziati nel febbraio 2018, dopo poche settimane da quando i due avevano deciso di andare a vivere insieme a Garda.

Tali maltrattamenti consistevano in minacce e frequentissime aggressioni fisiche, per lo più motivate da gelosia e poste in essere in stato di alterazione di sostanze alcoliche e stupefacenti, di cui l’indagato era solito abusare. Tuttavia la donna, a distanza di soli due giorni, ha deciso di ritirare la querela poiché, a suo dire, si era riappacificata con il convivente. Ciò nonostante i fatti raccontati erano particolarmente gravi e preoccupanti pertanto i Carabinieri hanno deciso comunque di avviare delle indagini di iniziativa per meglio accertare l’intera vicenda.

Messaggi inquietanti

L’analisi dei messaggi ricevuti dalla vittima sul telefonino da parte del suo convivente si è rivelata fondamentale, difatti erano presenti messaggi piuttosto inquietanti che hanno dimostrato palesemente l’atteggiamento intimidatorio, aggressivo e prevaricatore dell’uomo, manifestatosi mediante frequenti ingiurie e minacce di morte e ciò anche allo scopo di convincerla a ritirare la denuncia.
Al momento dell’escussione della donna da parte dei Carabinieri, era emerso un palese stato di terrore nei confronti del compagno, caratterizzato da una forte paura di essere picchiata; ciò nonostante, solo due giorni dopo la presentazione della denuncia, la vittima si è presentata in Caserma insieme al suo convivente-aguzzino, mostrandosi affettuosa nei suoi confronti, e ha dichiarato di voler rimettere la querela e continuare la convivenza con quest’ultimo. Tale episodio, nella sua stranezza, ha confermato in realtà lo stato di assoluto assoggettamento psicologico nel quale versava la vittima a causa delle continue angherie nei suoi confronti.

Ripetute aggressioni violente

Negli anni 2018 e 2019, sono stati effettuati numerosi interventi da parte delle Forze di polizia presso l’abitazione della coppia, originati sia da richieste effettuate dalla donna che da parte di privati cittadini, i quali sentivano delle urla e/o assistevano a vere e proprie aggressioni o minacce. In queste circostanze, in particolare, gli operanti hanno riscontrato segni delle percosse sul corpo della vittima, il danneggiamento del cellulare, il bruciamento dei vestiti; il tutto sempre posto in essere dall’uomo che, nella maggior parte delle occasioni, versava in stato di alterazione psico-fisica dovuta sia all’abuso di alcol che di droghe.

Il ricovero

L’episodio più grave è avvenuto lo scorso 13 giugno, quando la sua donna è stata ricoverata presso il reparto di neurologia dell’ospedale di Peschiera del Garda, a seguito dell’ennesima violenta aggressione perpetrata dal compagno; nella circostanza la vittima aveva riportato molteplici contusioni con una prognosi di 30 giorni.

L’arresto

Fatti i riscontri del caso, i Carabinieri hanno raccolto inconfutabili elementi di colpevolezza a carico dell’uomo in ordine ai reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate, pertanto hanno prontamente segnalato il tutto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Verona che, condividendo pienamente le risultanze raccolte, ha richiesto e ottenuto l’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico del reo.
Dopo il suo arresto l’uomo è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Verona Montorio.