Zaino in 10 mosse, ecco la valigia del buon camminatore

Roma, 11 lug. (AdnKronos) – Dalla scelta nell’acquisto a cosa metterci dentro, fino al bilanciamento del peso: piccoli ma fondamentali dettagli che un buon camminatore non può trascurare nel preparare il proprio zaino.
Così la Compagnia dei Cammini, associazione di turismo responsabile, prima delle vacanze propone ai camminatori un decalogo per preparare uno zaino intelligente, con qualche dritta utile per eliminare il superfluo e lasciare spazio solo all’essenziale.
Occhio alla taglia – Lo zaino è come un vestito, deve essere su misura: va scelto secondo la propria corporatura.
Leggerezza – Già durante l’acquisto si può scegliere uno zaino con uno peso specifico leggero perché, anche per il viaggio più lungo, non bisogna portare mai più di 13-14 chilogrammi. Per un cammino di più giorni, senza sacco a pelo, né tenda, anche un 40-45 litri può andar bene. Se, invece, si prevede un cammino con sacco a pelo e tenda, meglio un 55 litri.
Attenzione alle spalle – L’imbottitura degli spallacci e della cintura in vita deve essere spessa e il peso sarà suddiviso tra spalle e cintura. Gli spallacci servono soprattutto per tenere lo zaino attaccato alla schiena ed evitare che si muova: ogni movimento inutile dello zaino consuma energia e va quindi evitato. A tale scopo è importante collegare i due spallacci con l’elastico sopra il petto, di cui ormai quasi tutti gli zaini sono dotati. La cintura, invece, deve essere stretta il più possibile, poco sopra le anche.
Risparmiare sul peso – Meglio correre il rischio che manchi qualcosa, piuttosto che volerli prevedere tutti. Gli imprevisti fanno parte del viaggio quindi mancherà sempre quell’unica cosa, appunto, non prevista. Vale quindi la regola dello stretto necessario. Per risparmiare sul peso è necessario portare piccole confezioni di sapone, dentifricio, medicinali indispensabili e lasciare a casa i cosmetici ad eccezione della crema solare. Per quanto riguarda l’abbigliamento non va portato un cambio al giorno: c’è sempre la possibilità di fare bucato, anche in mezzo alla natura più selvaggia. Un consiglio speciale: come cuscino usare una sacca di cotone riempita con gli abiti puliti.
Fare una lista – Aiuterà a non improvvisare e riempire, compulsivamente, lo zaino. Dopo ogni cammino, verificare quello che è stato usato e non, così da aggiornare la lista che si perfezionerà nel tempo, elencando anche ciò di cui si è sentita la mancanza per non lasciarlo a casa la volta successiva.
Quali generi alimentari portare – Il minimo indispensabile per non partire con l’ansia di non avere abbastanza cibo, ma consapevoli che durante il cammino serve solo il necessario. Durante il viaggio si trovano tante cose da acquistare e la natura è generosa: da prevedere quindi solo un po’ di posto per una piccola riserva di alimenti d’emergenza, leggeri, tipo barrette, qualche snack dolce e salato, ovviamente più sani sono meglio è.
Accessori – Macchina fotografica, binocolo, libri di botanica, lente d’ingrandimento, acquerelli… molti hanno delle passioni particolari cui dedicarsi durante il viaggio. Ognuno deciderà se vale la pena sopportare più peso o meno peso. Ma in uno zaino ben fatto, ci stanno anche gli strumenti per dedicarsi alla passione preferita.
Bilanciare il peso – Una volta definito cosa portare, fare attenzione a riempire correttamente lo zaino in modo da abbassare il più possibile il baricentro: gli oggetti più pesanti devono stare al centro vicino al corpo, e in basso. Attenzione alla simmetria dello zaino, distribuendo il peso in modo equo, evitando di caricare una borraccia con l’acqua in una delle tasche laterali e regolando gli spallacci alla stessa altezza per vedere se tutto è in equilibrio.
Pesare il tutto – Dotarsi di una bilancia da cucina mentre si fa lo zaino. Poi, salire sulla bilancia pesapersone con lo zaino e senza, quindi fare la differenza: ecco il peso dello zaino. Sicuramente è più di quello preventivato.
Al ritorno – Al termine dei primi viaggi a piedi, svuotare lo zaino con cura, dividendo il contenuto in tre gruppi: le cose usate e di cui non si poteva fare a meno, che entrano di diritto negli ‘indispensabili’; le cose usate ma che si potevano lasciare a casa, che rimangono nel limbo del dubbio; e le cose non usate lungo il cammino. Queste ultime, la prossima andranno lasciate a casa. Erano superflue.