Garda e Santa Croce, monitoraggio di Goletta dei Laghi: i risultati

Su sei punti monitorati, uno solo è risultato inquinato. È questo, in estrema sintesi, il bilancio del monitoraggio microbiologico realizzato dai tecnici della Goletta dei Laghi nei giorni scorsi, in occasione dell’arrivo sulla sponda veneta del Lago di Garda della campagna di Legambiente, realizzata in collaborazione con il CONOU (Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati) e Novamont. Il lavoro dei tecnici si è concentrato principalmente su due fronti di indagine: quello delle microplastiche in acqua e quello dell’inquinamento microbiologico.

LE ANALISI MICROBIOLOGICHE SUL GARDA

Nelle analisi della Goletta dei Laghi vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che si trovano lungo le rive dei laghi, punti spesso segnalati dai cittadini attraverso il servizio SOS Goletta. Queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica di origine fecale, dovuta all’insufficiente depurazione che, attraverso scarichi e corsi d’acqua, arriva nel lago. In questi giorni sono stati sei i punti campionati sul Lago di Garda, lungo la costa veneta. Il solo punto risultato “inquinato”, secondo i parametri di Goletta dei Laghi, è quello a Castelnuovo del Garda, nella località Ronchi. Il punto del rilevamento è stata la foce del Rio Dugale dei Ronchi. Entro i limiti, invece, gli altri cinque punti nei comuni di Garda, Bardolino, Lazise e Peschiera.

IL MONITORAGGIO RELATIVO ALLE MICROPLASTICHE SUL GARDA

Per il quarto anno consecutivo, grazie alla collaborazione con ENEA, è stata monitorata anche la presenza di microplastiche nelle acque dei laghi, focalizzando l’attenzione sull’apporto degli impianti di trattamento delle acque reflue rispetto alla quantità di microplastiche presenti. Nel 2018 il Lago di Garda ha riportato una densità media di oltre 36 mila particelle di microplastiche per chilometro quadrato. «Gli studi effettuati in questi anni – spiega Chiara Martinelli, presidente Legambiente Verona – confermano che la matrice principale delle microplastiche in acqua sia la cattiva gestione dei rifiuti urbani. Scegliere di ridurre massicciamente la plastica e, in particolare, il monouso, può essere determinante per mitigare il fenomeno».

Oltre al Garda, Goletta dei Laghi ha presentato anche il bilancio del monitoraggio microbiologico realizzato sul Lago di Santa Croce.

LE ANALISI MICROBIOLOGICHE SUL SANTA CROCE

Tutti e tre i punti campionati dai tecnici della Goletta dei Laghi sono risultati entro i limiti previsti dalla legge. Nella fattispecie, i punti monitorati sono in prossimità dell’area balneazione, in prossimità dell’area kyte surf di un camping ad Alpago, e presso la marina barche, sempre ad Alpago.