Processo BPVi, Dalla Grana: «Zonin non sapeva? Ridicolo»

C’è Maurizio Dalla Grana tra gli ultimi 5 testimoni ascoltati nell’aula bunker del tribunale di Mestre nell’ultimo atto del processo BPVi, prima della pausa estiva.
Il presidente dirige l’assemblea e la banca e ha una responsabilità diretta, dettata dalla legge. Dire che non sapevamo è ridicolo, accusare i dipendenti è volgare
ha detto ai microfoni dal TG3 Veneto fuori dall’aula.
Nella sua breve testimonianza, l’ex socio ha ripercorso quell’assemblea del 26 aprile 2014, divenuta storica, in cui denunciò pubblicamente la valutazione fuori mercato delle azioni. Zonin lo interruppe tre volte ma non rispose. L’imprenditore di Lonigo non si fermò ed andò prima dalla BCE, che intervenne solo ad ottobre, poi alla Consob e a Bankitalia, che lo ascoltarono con ritardi ben più gravi.

Chi è Maurizio Dalla Grana

E’ uno storico contestatore della gestione Zonin in Banca Popolare di Vicenza. Nell’assemblea dei soci del 2014, voce isolata, chiede ai vertici di «verificare se la banca ha fatto affidamenti o dato garanzie ai soci o non soci per sottoscrivere azioni». Riuscì anche a procurarsi la perizia che stabiliva il valore del titolo, ma dietro impegno di non divulgarne in alcun modo i contenuti.

Molti anni prima, nel 2003, aveva denunciato che i bilanci del 1998 erano falsi. Zonin e altri consiglieri d’amministrazione lo querelano per diffamazione. Nel 2012 la sentenza del giudice dà loro torto: la notizia «non è falsa», è socialmente utile ed espressa con «forma civile».

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(Ph Marco Milioni)