«Agsm e Aim in svendita a Milano? Operazione occulta di certi industriali»

L’ex presidente della multiutility veronese Venturi (Generazione Verona) all’attacco di Sboarina: «Ostaggio di interessi privati». Il suo ex mentore Tosi? «Non è finito, ma con lui non torno»

Agsm, storica azienda veronese dei servizi pubblici, dama ambìta verso la copula societaria con i maschi lombardi di A2A? Questa unione non s’ha da fare, sentenzia il suo ex presidente Fabio Venturi. Uscito dall’agone politico nel 2017 ma rientratoci l’anno scorso dando vita all’associazione “Generazione Verona”, già delfino dell’ex sindaco Flavio Tosi (che lo “tardì” preferendogli la compagna Patrizia Bisinella come candidata alle comunali di due anni fa), Venturi ha lasciato ogni carica nella multiutility a fine 2017 quando si dimise anche da Agsm Albania Holding e dal consiglio di sorveglianza di Ecotirana. Ma forse memore delle critiche sulla trasparenza di investimenti e sponsorizzazioni, tutte respinte al mittente, che ricevette durante e dopo la sua presidenza, l’azienda-cassaforte del Comune di Verona resta il suo pallino.

Veniamo subito alla questione più calda, Venturi: l’aggregazione con Aim, ripresa dopo che lei l’aveva avviata, e il possibile, anzi probabile accordo con A2A. Agsm e Aim hanno messo per iscritto che stanno cercando un terzo partner industriale, e oggi l’ad di Aim, Vivian, é entrato già nel dettaglio dell’eventuale nuovo assetto con A2A come a voler rassicurare, e pure troppo. Le leggo questa dichiarazione, di cui lei non avrà difficoltà a individuare l’autore: «Il vero interesse di Sboarina (il sindaco di centrodestra di Verona, ndr) non era certo Ascopiave, il suo unico e reale obiettivo è aggregare Agsm alla milanese A2A, vicina alla Lega, per pagare la sua cambiale politica a Salvini, Giancarlo Giorgetti e Fontana, che sono coloro che lo hanno messo a sindaco di Verona. Questo è anche il vero motivo per cui Sboarina e la Lega hanno fatto fuori Croce. Solo che così facendo Sboarina sta disgregando uno strategico pezzo industriale di Verona consegnandolo a Milano». Condivide? Siamo di fronte a un disegno politico leghista?
Sono d’accordo in parte con Flavio (Tosi, l’autore della frase qui sopra, ndr). La Lega sa che se sarà così, politicamente sono morti. Se fossi cinico, potrei essere contento. Ma non lo sono, e sono preoccupato per Agsm. La verità è che c’è una parte degli industriali veronesi che ha interesse che Agsm non vada così bene, così da prendersi il mercato. Il presidente scelto da Sboarina, Finocchiaro, viene da quel mondo, da Confindustria.

Quindi per lei siamo di fronte a un’operazione non solo politica, ma affaristica.
Si ricordi che la mossa di voler allearsi con Ascopiave di Treviso voleva farla Croce (penultimo presidente di Agsm, sfiduciato nel marzo scorso per volontà del sindaco Sboarina, ndr), ed era una mossa vera, e ci aveva provato assieme ad Aim ma anche con A2A, o ce lo siamo dimenticati?

A chi si riferisce quando parla di industriali?
Sboarina ha un rapporto con gli industriali, quel mondo lo tiene in mano. E’ la parte occulta degli industriali di Verona.

Di recente lei ha sollevato la questione dell’andamento negativo, e non positivo, di Agsm. Di chi è la responsabilità?
Dell’amministrazione, che ha nominato Michele Croce. Le cifre vere verranno fuori, e si vedranno gli utili più bassi, i risultati più modesti. Ma non è per questo che Sboarina ha fatto rimuovere Croce, ma per i motivi legati all’indagine della magistratura in corso (sulla nomina a dg di Daniela Ambrosi e su due consulenze, ndr). Su questo però non entro, lavorino i magistrati. Sottolineo solo che basterebbe che lei andasse a parlare con chi lavora in Agsm e si renderà conto di quale clima interno ci sia: di immobilismo, di non-decisione. Ho tutta la stima per la Ambrosi, che ricordo era la responsabile degli affari legali, ma come direttore non è all’altezza.

L’amministrazione Sboarina per il suo intero operato è stata accusata di poco decisionismo. Eppure lei non sembra averla contestata più di tanto. Mi dice Mi dice la decisione, o la non-decisione, che le è piaciuta meno di questi primi due anni sboariniani?
L’Ikea: non solo per non averla fatta, ma per il segnale che si è dato a possibili investitori. Il sindaco non ha voluto neanche incontrare l’azienda! L’Arsenale: c’era un project financing, ora io dico, si può rivedere, ma non buttarlo via! E poi, a dispetto di tutte le grandi promesse in campagna elettorale, non ha mosso un dito sui quartieri. Comunque per scelta non ho voluto fare opposizione a tutto, come fa Tosi, ma invece come Generazione Verona abbiamo preferito essere propositivi e costruttivi, e quando invece c’è da dire no, come su Agsm che rischia la svendita a Milano, diciamo no. Ma per distinguerci da una maggioranza che non ha idee e da una minoranza che non ha idee, cerchiamo di offrire proposte.

Un anno fa lei ha appunto Generazione Verona, che punta ad essere una civica con lei candidato sindaco…
…sì sì, confermo.

Ok, ma cos’è che l’ha fatta tornare in politica, dopo che aveva detto basta? Non mi dica i soliti luoghi comuni sull’amore per la sua città, la prego.
L’idea di fare il sindaco resta per me il sogno, per dare una mia impronta alla città. Aver amministrato Agsm è stato essere a un passo dall’essere sindaco. Quando poi sei fuori ti rendi conto degli errori commessi, che per me sono stati fatti in buona fede.

Naturalmente. In pratica lei vorrebbe imitare Sboarina, che con il suo Battiti si è smarcato da Tosi e poi, nel gioco fra partiti e civiche, é diventato l’uomo utile per fare il candidato sindaco.
Sì, il percorso ci assomiglia, ma il civismo di Sboarina é crollato sotto i colpi dei partiti. E la scelta su di lui come candidato sindaco è stata fatta a Roma, non a Verona. E’ un finto civico.

Intanto le ha già strizzato l’occhio l’ex segretario del Pd, Vantini, con cui è amico da molto tempo. Vantini, che ha creato una sua associazione, Verona Unica, ha però a che fare con un Pd molto debole, in generale e a Verona in particolare. Lei invece deve fare primariamente i conti con una Lega fortissima. Dovrà venirci a patti, prima o poi, no?
Sì, sicuramente. Ma fra tre anni, quando si rivoterà, come staranno i partiti? Il livello locale è diverso dal nazionale. Gira voce che Fratelli d’Italia voglia ricandidare Tosi, per la vicinanza di Tosi a Berlato (coordinatore regionale di FdI, ndr), e che Sboarina si candiderà direttamente con la Lega. Il mio sogno é aggregare il numero più grande possibile di persone del mondo civico, così magari saranno i partiti poi che verranno a cercarci.

Difficile però immaginare un crollo verticale della Lega.
Guardi il Pd: a distanza di appena un anno dalla sua salita al governo, Renzi l’ha fatto implodere. Dipenderà molto da Salvini: non può parlare all’infinito solo di immigrazione, deve portare risultati, altrimenti i cittadini a un certo punto se ne accorgono…

Lei ora non è nel centrodestra ma non è nemmeno nel centrosinistra. Come il suo ex mentore Tosi, insomma. Vi rivedremo assieme? O pensa che ormai si sia politicamente bruciato?
La vedo molto difficile, che io sostenga lui dopo quel che è successo. Se invece lui vuole sostenere me, va bene (ride, ndr). Flavio comunque non è finito: dieci anni da sindaco si son fatti sentire, e Sboarina è debole. Non è uno da zero virgola. Solo che è stato con troppi, da Renzi ad Alfano e oggi a Fratelli d’Italia, e ha litigato con tutti. Di sicuro se uno deve scegliere per un voto utile, non vota lui. E’ vero che non siamo nella maggioranza ma non siamo nemmeno col centrosinistra, ma ci tengo a dire che non siamo ideologici: fuori i temi etici dall’amministrazione, ad esempio. Decidere sulle coppie gay non compete al Comune. Di mio sono aperto a tutti, e non mi sono rivisto nè nel Congresso delle Famiglie né nella manifestazione che hanno organizzato contro. Verona é una città eccessivamente bianca.

Troppo cattolica? Mi sta dicendo che lei si sente più vicino alla sinistra laica, a un Bertucco, per esempio?
No, lui è un laico di sinistra. Io parlo di mentalità: anche il Pd veronese é vecchio di mentalità, legato ancora a un certo cattocomunismo. Sono mentalmente vecchi.

(ph: Facebook Fabio Venturi)