«Fermate nuova Pediatria, devasta le mura storiche di Padova»

L’Ordine degli Architetti di Padova interviene duramente contro il progetto del nuovo reparto di Pediatria, un edificio lungo 72 metri e alto 31 e chiede sostanzialmente che esso venga costruito da un’altra parte. In una lettera alla Soprintendenza ai Beni Culturali sottoscritta anche da diverse associazioni che si occupano di tutela del territorio, esprimendo preoccupazione per la realizzazione della nuova sede ospedaliera, che dovrebbe sorgere a ridosso delle Mura Cinquecentesche, si invoca l’imposizione di un vincolo paesaggistico a tutela del Bastione Cornaro, che sarebbe minacciato dall’edificio.

«Le distanze riportate nella Conferenza dei Servizi Istruttoria del 10.4.2017 per la costruzione del “nuovo edificio per la pediatria”, seppur nel rispetto del vincolo diretto dalle mura, non tutelano affatto il Baluardo Cornaro e i suoi originali elementi tipologici e costruttivi, dovendosi intendere anche le opere interne alle cortine, elemento essenziale della “macchina” creata dal Sanmicheli – scrivono le associazioni -; dai progetti dell’Azienda Ospedaliera apparsi sulla stampa negli ultimi mesi, si vede inoltre che il volume dell’edificio di nuova pediatria dagli ultimi sviluppi del progetto risulta essere a circa 5 metri dall’ingresso della galleria di ponente della piazzabassa».

«Poiché risulta evidente che qualsiasi edificio storico debba essere considerato nella sua unità formale e costruttiva, compresi gli eventuali interrati – prosegue la lettera -, ciò vale a maggior ragione per le Mura Cinquecentesche di Padova, in cui le gallerie e le grandi sale interrate costituiscono certamente uno dei motivi di maggiore interesse e originalità. L’edificazione della nuova pediatria, alta 31 metri, a pochi metri dal bastione Cornaro, costituirà l’annientamento dell’immagine monumentale dello stesso, essendo il bastione per sua natura un elemento emergente nella struttura difensiva, tutto ciò in totale contrasto con il già citato vincolo in cui si sottolinea la necessità di non “modificare l’aspetto di quelle zone o turbarne la bellezza panoramica»

«Rimane infine l’impatto paesaggistico, che pregiudica la possibilità di una credibile prosecuzione del Parco delle Mura anche in questo lungo tratto in cui le cortine sono ancora fisicamente presenti e in buona parte integre, tenendo conto che il fronte bastionato cinquecentesco non è costituito dalla sola cinta muraria ma anche, e soprattutto, dalle fosse esterne e dai terrapieni interni, dalla strada di circonvallazione esterna fino a quella interna (sulla quale dovrebbe sorgere il nuovo edificio).

Le richieste

Le associazione quindi chiedono alla Soprintendenza

di verificare se il progetto di nuova pediatria rispetti lo spirito e la lettera del vincolo sul bastione Cornaro e del suo contesto, così come esplicitato nei decreti di vincolo allegati, e in particolare “evitare che ne sia danneggiata la prospettiva e che ne siano alterate le condizioni di ambiente e di decoro; di decretare d’urgenza un vincolo paesaggistico su questa parte particolarmente a rischio delle mura, come già richiesto con precedenti istanze, essendo già in programma da tempo la ristrutturazione complessiva di questo settore della zona ospedaliera con altri edifici previsti in prossimità della torre di nuova pediatria in questione.

La lettera alla Soprintendenza, oltre al già citato ordine degli architetti, è firmata dalle associazioni “Italia Nostra”,
“Comitato Mura”, “Legambiente”, “Amissi del Piovego”, “Gruppo Giardino Storico dell’Università di Padova”, “Gruppo inCivilis-Padova”, “AR/CO – Architettura Contemporanea”; “Associazione fondata da Oddone Longo”,
“Associazione Filosofia di Vita – Padova”,”CESP – Centro Studi per la scuola pubblica”, “Rivista “Galileo”
“Associazione Nazionale “Attuare la Costituzione”, “Città Amica”. Le associazioni in un comunicato spingono affinché venga trovata un’altra collocazione per il reparto, la cui costruzione così a ridosso del Parco delle Mura comporterebbe una «devastazione» dell’area.

(Ph. Veronica Bertollo)