Pfas: uova e pesce i più inquinati, acqua pericolosa per i bimbi

La Direzione Prevenzione dell’Area Sanità e Sociale della Regione del Veneto ha ricevuto dall’Istituto Superiore di Sanità il documento dal titolo “Valutazione dell’Esposizione Alimentare e Caratterizzazione del Rischio – Pfoa e Pfos”.

Relazione PFAS_ISS 2019_finale

Dalla relazione, emerge che il PFOA è il composto più importante, specialmente per la popolazione in zona rossa A (vedi sotto i comuni interessati), per l’esposizione ed il rischio. Il principale veicolo di esposizione è l’acqua ad uso idropotabile, gli alimenti prodotti localmente contribuiscono in maniera inferiore. I gruppi di popolazione in cui permangono esposizioni elevate di PFOA sono quelli della zona rossa A che consumano acqua di pozzo: in questo caso i livelli di esposizione dei bambini sono circa il doppio di quelli degli adulti.

Nel caso del PFOS, l’esposizione alimentare complessiva vede un maggiore contributo in termini percentuali degli alimenti e minore dell’acqua, ma in termini di esposizione media in rapporto al TWI si rilevano meno criticità, l’esposizione media dei bambini è inferiore a quella degli adulti.

Il sottogruppo di popolazione con esposizione più elevata è rappresentato dai soggetti che consumano alimenti locali/autoprodotti, soprattutto alimenti di origine animale e contemporaneamente consumano a scopo potabile acqua di pozzo autonomo: in tal caso si possono raggiungere livelli espositivi elevati, soprattutto di PFOA, nella zona rossa

ATTIVITA’ A TUTELA DELLA SALUTE PUBBLICA

La Regione del Veneto intende riprendere la collaborazione con IZS Venezie, Arpav e ISS, sviluppando metodiche analitiche più sensibili, al fine di ridurre l’incertezza e fornire elementi di conoscenza per controllare la filiera produttiva e consentire un immediato rapporto con il TWI; si stanno valutando:

un Piano di monitoraggio degli alimenti, non trasformati e trasformati, anche di provenienza extra-regionale, che compongono la dieta tipica della popolazione del Nord-Est e sono in commercio nella Regione Veneto; questo consentirà di ottenere stime più veritiere della contaminazione delle matrici alimentari in commercio nel territorio regionale e nazionale e di raffinare quindi le stime di esposizione dellapopolazione veneta (attualmente basate sui valori di contaminazione medi europei, che non necessariamente sono rappresentativi di quelli del Veneto).

un Piano di sorveglianza focalizzato sulle zone dell’Area Rossa che erano risultate più critiche nel precedente Piano di monitoraggio, esaminando nel dettaglio le pratiche agrozootecniche in relazione alla contaminazione delle matrici alimentari e prevedendo anche un monitoraggio protratto nel tempo al fine di valutare il variare della contaminazione con i cambiamenti delle pratiche agrozootecniche.

COMUNI ZONA ROSSA A

Alonte (VI)
Asigliano Veneto (VI)
Brendola (VI)
Cologna Veneta (VR)
Lonigo (VI)
Montagnana (PD)
Noventa Vicentina (VI)
Orgiano (VI)
Pojana Maggiore (VI)
Pressana (VR)
Roveredo di Guà (VR)
Sarego (VI)
Zimella (VR)

COMUNI ZONA ROSSA B

Agugliaro (VI)
Albaredo (VR) Albaredo d’Adige (VR)
Arcole (VR)
Bevilacqua (VR)
Bonavigo (VR)
Borgo Veneto (PD) – parzialmente
Boschi Sant’Anna (VR)
Casale di Scodosia (PD)
Legnago (VR)
Lozzo Atestino (PD) – parzialmente
Megliadino San Vitale (PD) – frazione di Catena
Merlara (PD) – frazione
Minerbe (VR)
Terrazzo (VR)
Urbana (PD)
Val Liona* (VI) – parzialmente
Veronella (VR)

(Ph Shutterstock)