Crac Veneto Banca, diocesi Treviso annaspa sugli stipendi

C’è anche la diocesi di Treviso nel lungo elenco di persone fisiche, enti o imprese danneggiate dal crac dell’ex popolare Veneto Banca. Come riporta Mauro Favaro sul Gazzettino di oggi nell’ediizone di Treviso, la perdita ammonterebbe a  1,5 milioni di euro, cioè quasi 50 mila azioni. Un colpo che si aggiunge al contesto già difficile e comune a molte curie di un calo di fedeli e quindi di offerte. I bilanci ne soffrono e gli stipendi dei 398 sacerdoti delle varie parrocchie vengono pagati grazie all’aiuto delle quote versate dalle altre Chiese all’istituto centrale di Roma e, in via del tutto eccezionale, ai fondi dell’8 per 1000. La vendita di alcuni immobili ha di recente permesso di risollevare la situazione, ma molto lentamente.

Quanto guadagna un prete?

Il compenso dei sacerdoti varia dai 988 ai 1866 euro lordi, un costo di circa mezzo milione di euro al mese per la diocesi. «Nel 2008 riuscivamo a coprire autonomamente il 50% del monte totale per la remunerazione dei sacerdoti -spiega Giuseppe Minto, presidente dell’istituto diocesano per il sostentamento del clero – adesso oscilliamo attorno al 15%. É una percentuale bassa, speriamo di aumentarla quanto prima». Il prossimo 6 ottobre entrerà in carica il nuovo vescovo, monsignor Michele Tomasi (in foto), con formazione da economista, che dovrà affrontare come prima cosa proprio il problema dei conti. (t.d.b.)