Rifugio del cane e del gatto: «Servono adozioni e nuovi volontari»

Nel Rifugio del cane e del gatto comunale, alla Bassona, sono attualmente ospitati 170 cani e 89 gatti, cuccioli compresi. Gli ultimi sono arrivati proprio questa mattina: Federico, un simpatico peloso di taglia media, e una mamma gatta assieme ai suoi 3 cuccioli.

Non mancano di certo gli animali a quattro zampe, ma c’è sempre più bisogno di volontari, soprattutto per seguire i felini. Persone che si rendano disponibili anche per poche ore per pulire box e aree verdi, accudire gli animali, dare loro da mangiare e farli muovere. Al momento, infatti, i volontari per la parte dei cani sono 67, solo 20 quelli che si occupano dei gatti. «Troppo pochi, dovrebbero essere almeno il doppio – spiegano i responsabili del Rifugio -. Purtroppo si pensa ancora che il gatto sia autonomo e che abbia bisogno di meno cure, ma in realtà non è così. I nostri mici arrivano da famiglie o sequestri, non sono abituati a vivere per strada o comunque in piena autonomia».

E se le presenze in generale si mantengono costanti, nei primi sei mesi del 2018 i cani erano 169 e i gatti 95, crescono le adozioni ma solo dei cani, 107 quelle da gennaio a giugno 2018, 142 quelle nello stesso periodo del 2019. Si dimezzano invece quelle dei felini, 93 nel primo semestre 2018, solo 50 quelle di quest’anno. Questa mattina il consigliere comunale delegato alla Tutela degli animali Laura Bocchi si è recata in sopralluogo al Rifugio, accompagnata dal direttore sanitario della sezione cani Ioana Ogiolan e dalla responsabile dell’area felini gestita da Enpa Marina Specchierla. Occasione anche per vedere in funzione la nuova strumentazione per la nebulizzazione dell’acqua sui box, che permette a cani e gatti di godere di un po’ di refrigerio durante l’estate.

«Qui cani e gatti trovano una struttura nuova in grado di dare loro ciò di cui hanno bisogno – afferma Bocchi -, tranne l’affetto di una famiglia. Ecco perché è importante che aumentino le adozioni, fatte però in maniera responsabile. Ci piacerebbe che questo diventasse un polo di eccellenza. Se anche il canile sanitario si trasferisse qui affianco, Verona sarebbe la prima città in Europa ad avere uno spazio di queste dimensioni con tutti i servizi dedicati all’accoglienza di cani e gatti. Il progetto è già pronto e il Comune ha già dato la disponibilità a procedere su un terreno attiguo di proprietà di Agsm. Manca solo il parere dell’Ulss 9».

«Dai cuccioli di doberman frutto di un sequestro al lagotto prima adottato e dopo un anno riportato nuovamente al Rifugio – racconta Ogiolan -. Potremmo raccontare mille storie e mille casi. In aumento sono gli arrivi di pitbull e amstaff, due razze che sicuramente bisogna essere in grado di gestire, così come tante altre, ma che negli ultimi anni sono diventate un po’ una moda. Serve consapevolezza quando si accoglie in casa un cane e preparazione, ogni animale infatti parla un linguaggio diverso dal nostro».

«Abbiamo più di 40 cuccioli di gatto – spiega Specchierla -, che necessitano di essere accuditi costantemente. Per questo servono più volontari, che ci diano una mano e che garantiscano agli animali le cure di cui hanno bisogno. Ogni persona che dona il suo tempo è preziosa e fa la differenza. Prima di iniziare tutti ricevono un’adeguata formazione, così come per chi decide di adottare vengono fissati incontri pre e post affido».

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