Il 5G ci porta in casa il futuro. E un nuovo conflitto ambientale

Il business vale 250 miliardi. Ma in Italia le istituzioni non hanno valutato i rischi per la salute

L’ennesimo conflitto ambientale è qui, e riguarda la tecnologia denominata “5G”. E’ progettata per la crescita della connettività digitale e l’uso dei dati che produciamo ogni giorno attraverso internet, i cellulari e gli iPhone. Ogni giorno generiamo 500 milioni di tweet, spediamo 294 miliardi di mail e 65 miliardi di messaggi su WhatsApp, ogni minuto 1 milione di persone si connette a Facebook, avvengono 3,8 milioni di ricerche su Google, vengono visualizzati 4,5 milioni di video su YouTube, si scaricano 390 mila applicazioni da Google Play o dall’App Store e 1,4 milioni di foto vengono scorse su Tinder. I dati che produciamo ogni giorno equivalgono a quelli prodotti negli ultimi mille anni.

Cos’è il 5G

Il 5G serve per rendere funzionale un’altra tecnologia in forte crescita:  l’internet delle cose (“IoT”- Internet of Things). IoT è un termine usato nelle telecomunicazioni, e corrisponde per esempio a un frigorifero che ordina il latte quando “si accorge” che è finito, o una una casa che accende i riscaldamenti appena ti sente arrivare. IoT permette in pratica di unire mondo reale e virtuale. Lo scopo è quello di monitorare, controllare e trasferire informazioni per poi svolgere azioni conseguenti. Cellulari, computer, iPhone funzionano come noto con segnali, che in pratica sono onde che banalizzando hanno un forma di “ S”. Il numero di onde uguali a se stesse emesse ogni secondo si chiama frequenza.

Antenne dappertutto

La rete 5G utilizza una frequenza molto più elevata rispetto a quella impiegata dalla rete 4G (quella che usiamo oggi per cellulari, Pc e i phone ). Le frequenze utilizzate dalla rete 5G sono comprese tra 24 e 100 GHz (miliardi di onde al secondo) e sono dette “onde millimetriche”, mentre il 4G viaggia tra 2 e 8 GHz. Le frequenze più alte del 5G implicano velocità di trasmissione più elevate (100 Mbps ). Un altro lato negativo dei segnali ad onde millimetriche è rappresentato dal fatto che questi segnali sono maggiormente influenzati da ostacoli quali muri, alberi, quindi per realizzare una copertura 5G completa, sarà necessario implementare una grande quantità di trasmettitori mobili di ridotte dimensioni più vicini a terra. Altro che impatto paesaggistico: totale occupazione di antenne dappertutto. Oltre a maggiore velocità con il 5G migliora un altro fondamentale parametro chiamato  “latenza”, che é il tempo tra il momento in cui inviamo una richiesta a internet e quello in cui è disponibile la risposta. Oggi è di 20 millesimi di secondo con 5G sarà di un millisecondo .

Problemi

Il 5 G apre ad applicazioni futuristiche come per esempio le auto connesse che si guidano da sole o nell’assistenza sanitaria dove per la ridotta latenza si possono eseguire interventi chirurgici remoti o semplicemente offrendo trasmissioni di immagini in diretta che possono essere monitorate in remoto. Inoltre robotica, Intelligenza Artificiale, telemedicina dipendono dal 5. I problemi? Tantissimi, soprattutto a causa del colpevole semplicismo e irresponsabilità mostrati dalle istituzioni. Petizione di 11 mila cittadini che chiedono la moratoria, contrarietà di insieme al magazine “Terra Nuova”, all’”Oasi Sana”, all'”Associazione italiana elettrosensibili”, dell’Associazione elettrosmog Volturino”, Istituto Ramazzini, “Associazione Obiettivo Sensibile”, comitati Oltre la MCS e, No Wi-Fi Days. Politici come Andrea Maschio, consigliere regionale del M5s in Trentino, e Andrea De Bertoldi, senatore di Fratelli d’Italia hanno chiesto una sospensione del 5G.

Rischi per la salute?

Il governo dal canto suo non ha richiesto come previsto dalla legge 833/1978 il parere sanitario a enti come l’Istituto Superiore di Sanità e l’Ispels (le cui funzioni oggi sono state assunte dall’Inail). Addirittura il Ministero della Salute, quello dello Sviluppo Economico, l’Inail, il Consiglio Superiore di Sanità, l’Istituto Superiore di Sanità, tutti indistintamente hanno dichiarato che «non è stato chiesto, né altrimenti acquisito, alcun parere sanitario». Analoga situazione negli Usa dove a febbraio scorso in audizione i soggetti industriali detentori della tecnologia in audizione presso il Senato americano, Comitato “Commerce, Science, and Transportation”, competente in materia, hanno ammesso di non conoscere ricerche riferite alla assenza di rischio del 5 G.Una moratoria la chiede Ernesto Burgio, del Comitato Scientifico dell’ECERI, l’istituto europeo di ricerca sul cancro di Bruxelles. Ecco cosa scrive il Comitato Scientifico sui Rischi Sanitari e Ambientali ed Emergenti (SCHEER):

«Il 5G evidenzia criticità sconosciute sui problemi di salute e sicurezza. La polemica è in merito ai danni causati dalle attuali tecnologie wireless 2G, 3G e 4G. Le tecnologie 5G sono molto meno studiate per ciò che concerne i loro effetti sull’uomo o sull’ambiente – e ancora – come esposizione ai campi elettromagnetici possa influenzare l’uomo rimane controverso, gli studi non hanno fornito prove chiare dell’impatto su mammiferi, uccelli o insetti. La mancanza di prove chiare per informare lo sviluppo delle linee guida sull’esposizione alla tecnologia 5G lascia aperta la possibilità di conseguenze biologiche non intenzionali».

Vuoto legislativo

Tutti i governi si assomigliano. Basta scorrere i fatti. Il Codice europeo delle comunicazioni elettroniche del 2018 ribadisce l’esigenza di proteggere la salute pubblica dai campi elettromagnetici, proprio sulla base della raccomandazione Ue e del principio di precauzione indicato dal Trattato. La Commissione Ue del 2000 stabili che i limiti precauzionali «debbono essere mantenute finché i dati scientifici rimangono insufficienti, imprecisi o non concludenti». Il Comitato interministeriale per la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento elettromagnetico (Ciprie) nell’ultima relazione al Parlamento a proposito dei limiti di emissione «attuale (…) l’opportunità di approfondire la soluzione normativa più idonea atta a conciliare le esigenze di sviluppo delle reti mobili di nuova generazione con gli obiettivi di tutela radioprotezionistica della popolazione».
Il business di 5G nel mondo è valutato in 250 miliardi, ma nulla in Italia si è mosso a favore di salute e ambiente.

(ph. Shutterstock Zhe Difeng)