Autonomia, Confindustria Veneto: «è il futuro dell’Italia»

«L’autonomia rafforzata non va considerata come un pericolo per l’unità nazionale, anzi è l’opportunità per una reale spending review che faccia da anno zero per definire i costi standard e individuare le best practice». Queste le parole del presidente di Confindustria Veneto, Matteo Zoppas che afferma sia doveroso «riconoscere e premiare le buone capacità amministrative e gestionali dei diversi enti locali tanto quanto disincentivare la gestione non efficiente. Le aree svantaggiate del Paese vanno sostenute con tutti gli investimenti necessari ma questo non va confuso con la richiesta di autonomia. Per liberare risorse da destinare al sud serve quella maggiore efficienza che sta proprio alla base dell’autonomia differenziata».

«L’autonomia – continua Zoppas – non deve essere una questione politica o di consenso, ma di futuro del nostro Paese e l’atteggiamento del governo sta facendo perdere fiducia alle imprese. Noi restiamo in prima linea, restiamo in trincea facendo sentire la voce dei nostri associati sempre più preoccupati mentre su questo tema si assiste a proclami che servono al mantenimento di un consenso che però non giovano sicuramente al mondo delle imprese. Qui non si tratta di nord o sud, ma si tratta di risparmi importanti che si possono fare anche al sud. Si assiste invece a una strumentalizzazione molto pericolosa su temi che vanno poi a toccare gli investimenti. Si assiste a questo non procedere governativo che sta facendo perdere fiducia alle imprese. Ma proprio da parte degli organi istituzionali ci si attenderebbe meno riflettori mediatici e ci si aspetterebbe che si affrontasse la questione in un certo modo, invece di assistere a continui rimandi».

Eppure per Zoppas i rischi nel non ascoltare i territori e i centri produttivi dovrebbero essere palesi: «Siamo in una situazione assolutamente critica, l’economia non sta tirando, a breve se non a brevissimo sarà chiesto di tirare fuori dei soldi per riuscire a far fronte a un non aumento del debito pubblico, mentre noi avremmo bisogno di aver fiducia nelle istituzioni, di certezza del diritto e delle norme e manovre che diano sicurezza a chi investe. In questo momento tutto questo non c’è». Il messaggio è chiaro: «Si sta minando il futuro della nostra economia, lo abbiamo detto un anno fa ci sono sono criticità importanti da affrontare e nella questione dell’autonomia ci sono materie che indicano la direzione da prendere».

Fonte: Adnkronos

(ph: imagoeconomica)