Ritrovati i 5 Stelle veneti: botte da orbi contro il M5S anti-autonomia

Dopo l’articolo di VVox di ieri i consiglieri regionali Scarabel e Berti recuperano favella e verve e non le mandano a dire. Al loro stesso movimento, versante romano-meridionale

Ah, ma allora secondo i grillini esternare sui media la propria posizione, doverosa verso gli elettori e l’opinione pubblica, non corrisponde più al soffrire di «un ego di misura sconfinata che trova nell’articolo sul giornale o nell’intervista la valvola di sfogo» (cit. il deputato bellunese D’Incà a proposito del silenzio di tomba di queste settimane da parte del Movimento in Veneto sul tema autonomia, a suo tempo qui sostenuta e oggi ostacolata a Roma da Di Maio & C). Ai 5 Stelle veneti è tornato l’uso della favella giusto ieri, chissà se prima o dopo l’articolo su VVox che ne sottolineava l’ingiustificato auto-bavaglio, quando hanno preso in mano la cornetta e «hanno chiesto al Gazzettino di poter chiarire una volta per tutte» il loro pensiero – così la collega Angela Pederiva nel suo pezzo di primo piano uscito stamane a pagina 3 – nel dibattito a proposito della trattativa governo-Regione. D’Incà li bacchetterà, tacciandoli di egocentrismo senza confini?

No perché per esempio il consigliere regionale Simone Scarabel (in foto) ci va giù bello pesantino, tutto a un tratto sembra uno zaiano che manco Zaia quando si guarda allo specchio per aggiustarsi l’impomatatura: «Pensare di dire ai veneti che i nostri risparmi li mandiamo alle realtà che sprecano è come un attentato, una roba da linciaggio, un’ingiustizia che va contro il concetto di responsabilità che va esercitata nel bene e nel male». ‘Azzo. E quanto ai compagni “cittadini-portavoce” del Sud, che remano contro dovendo rappresentare l’interesse della massa di dipendenti pubblici, prof precari in primis, che li hanno votati, sempre Scarabel ammette quanto invece loro, i pentastellati veneti, abbiano patito altre misure care all’elettorato meridionale: «come al Nord abbiamo difeso a spada tratta il Reddito di cittadinanza, ritenendolo una misura giusta pur sapendo che non avrebbe suscitato molti consensi sul nostro territorio, così dal Sud ci aspettiamo la stessa onesà intellettuale sull’autonomia». Prendi e porta a casa, grande capo Di Maio.

E quanto agli insegnanti, che Veneto e Lombardia vorrebbero gestire in loco e con gabbie salariali, non male la stoccata questa volta al leghista infamone che fa finta di non vederci: «È stato Bussetti, ministro della Lega, a firmare l’accordo con i sindacati contro la regionalizzazione dei docenti», punge ancora lo scatenatissimo Scarabel (ma che aveva mangiato ieri?). Daje grillini veneti, così ci piacete: senza più fastidiosi attacchi di mutismo psicosomatico.
Ps: per la cronaca, nell’intervista compare anche Jacopo Berti. Bisogna dire però che rende molto meglio quando fa le sacrosante denunce ambientali o sferra poderosi destri sulle ex popolari ai banksters e ai loro guardiaspalle politici – e non siamo ironici, non siamo di quella razza di giornalisti col nasino arricciato di fronte ai “barbari” grillini orfani del geniale Beppe, rei di non tornare compatibili rispetto agli schemini ideologici e ai meccanismi di potere del continuum destra-sinistra. E’ solo che ci sta sulle balle chi fa lo struzzo. Chiunque sia. Tutto qua.