18 mesi di cuore artificiale, bimbo salvato dal trapianto

Roma, 26 lug. (AdnKronos Salute) – Salvato da un trapianto di cuore dopo 18 mesi vissuti in una camera di ospedale, dove era tenuto in vita da un organo artificiale. E’ la storia di un bimbo di 3 anni seguito dalla nascita a causa di una grave forma di cardiomiopatia dilatativa. Al piccolo era stato impiantato il cuore artificiale dall’équipe della cardiochirurgia pediatrica dell’ospedale Infantile Regina Margherita della Città della Salute di Torino, nel gennaio del 2018. Era stato inserito fin da subito in lista di attesa per trapianto cardiaco, ma a causa dei lunghi tempi di attesa per un cuore pediatrico, che non gli avrebbero consentito di sopravvivere tanto da ricevere il trapianto, era stato connesso ad un Berlin Heart, l’unico cuore artificiale in grado di supportare un bimbo come lui.
I 520 giorni di attesa della donazione, trascorsi tutti nella sua stanza al 6° piano del Regina Margherita, coccolato come se fosse a casa dall’équipe della Cardiologia pediatrica e da tutto il personale infermieristico, si sono conclusi con l’arrivo di un organo idoneo che è stato trapiantato nei giorni scorsi, grazie anche alla collaborazione dell’équipe dell’Elisoccorso del 118, che ha messo a disposizione un volo per ridurre al minimo i tempi di trasporto del cuore da Bergamo. Purtroppo le condizioni pre-operatorie del piccolo non erano ottimali, e la ripresa dopo il trapianto “è in lento miglioramento”, fanno sapere i sanitari.
Attualmente il piccolo paziente è ancora ricoverato nella terapia intensiva cardiochirurgica, in attesa che “il miglioramento costante delle sue condizioni gli consenta di essere trasferito al reparto di degenza”. E successivamente di tornare a casa sua, dopo più di un anno e mezzo.