La Tav veneta come il Mose, uno spreco che pagheremo caro

Il partito del fare lascia solo l’inquinamento in eredità alle generazioni future. Con questi politici meglio lasciar perdere l’autonomia

«In questo progresso scorsoio/non so se vengo ingoiato/o se ingoio». Consoliamoci! Nella società del fare «oggi anche il cretino è specializzato». Spero che Andrea Zanzotto ed Ennio Flaiano non mi inceneriscano da lassù per questa sacrilega citazione dei loro riusciti e attualissimi aforismi, che evidenziano la nostra totale e completa imbecillità.

Infatti solamente un cretino specializzato, dopo l’acclarato spreco del dottor Mose, può esultare per il probabile arrivo del signor Tav. Solo gli efficentisti del partito del fare, “coi schei de Pantalon”, possono rallegrarsi di questo idiota progresso scorsoio.

Oggi nessuno dei rappresentanti regionali si intesta lo spreco del dottor Mose, domani lo spreco del signor Tav sarà senza genitori. Nella schizofrenica regione più inquinata d’Europa, dove il passato non insegna, ma le generazioni future, dalla Bassa a Tezze sul Brenta, potranno abbeverarsi nelle dolci e fresche acque traboccanti di Pfas e di cromo, i politici paladini dell’autonomia dello spreco, si accapigliano per ‘na sbrancà de straccaganasse, incuranti della camera a gas padana. Forse avevano ragione i Pitura Freska: «Marghera sensa fabriche saria piu’ sana/Na jungla de panoce pomodori e marijuana». Credo nel federalismo, ma… l’autonomia? Coi dotor Mose e i sior Tav de uncò, no grassie!

(Ph. Imagoeconomica)