Giordani e Lorenzoni, la stagione più calda deve ancora arrivare

Tram, mobilità, sociale, sicurezza. Tante grane per la maggioranza civico-politica di centrosinistra di Padova. E il rischio di perdere pezzi con le Regionali

Quella appena trascorsa è stata la prima vera e propria stagione di mandato elettorale del sindaco Sergio Giordani e della maggioranza civico-politica di centrosinistra che lo sostiene. Un anno fa si era alla fine del primo anno ed è stato una sorta di rodaggio per capire come districarsi tra le varie burocrazie: proprio in quest’ottica sono stati portati avanti, con qualche lieve modifica, i progetti dell’ex sindaco leghista e oggi sottosegretario all’economia Massimo Bitonci, quali, tra i principali, l’ospedale e il recupero della zona dell’ex foro boario di Corso Australia, dove approderà il gigante del bricolage Leroy Merlin.

In questa stagione Giordani ed i suoi hanno tentato di porre le basi per plasmare e dare un’identità caratteristica al proprio operato, in particolar modo sulle grandi opere e sui temi più vicini ai cittadini. Sul primo campo, da evidenziare la volontà di imprimere un’accelerazione sul riordino della mobilità, cominciando con il principe di tutti i progetti, ovvero la messa in progetto delle restanti due linee del tram. Una, la Sir3 Voltabarozzo-Stazione già finanziata, che si vorrebbe già veder finita entro tre anni, ma appare piena d’insidie soprattutto per i dubbi di una tecnologia obsoleta ed un comitato “No Tram” pronto alle barricate, affinché il mezzo non passi nel dedalo di strette vie della zona di Voltabarozzo. L’altra linea Sir2 Ponte di Brenta- Chiesanuova è tutta da preparare, ma c’è a volontà del vicesindaco Arturo Lorenzoni di metterla quanto meno in progettazione, in maniera tale da tentare di ottenere entro fine anno finanziamenti governativi.

L’altro nodo riguardante la mobilità è il riassetto di tutto il quadrante Ovest, dove, nella primavera scorsa, si è rivoluzionato il percorso portandolo ad una corsia per ogni senso di marcia e piste ciclabili ai lati, il traffico di Corso Milano, una delle principali strade d’accesso della città. Proprio in quell’area insiste l’area dell’ex caserma Prandina, ottenuta dal Comune grazie alla permuta con il complesso Serenissima di Via Anelli: bisognerà prendere una decisione se farla diventare o meno un’area di parcheggio. Sempre sulle grandi opere, dopo aver accantonato il progetto bitonciano dello Stadio del Plebiscito, c’è l’idea di “abbellire” lo Stadio Euganeo, con un progetto di avvicinamento di una curva e costruzione di palasport affinché diventi una sorta di cittadella sportiva. L’assessore Diego Bonavina crede molto nel piano, ma i pericoli sono dietro l’angolo, specie se si considera che, al momento, ci sono solo i soldi per il primo stralcio, e comunque il progetto definitivo rattopperebbe solo lo Stadio, in quanto si otterrebbe uno stadio dalle geometrie sfasate con distanze delle tribune dal campo, immutate e siderali rispetto all’attuale.

Spostandoci nella quotidianità, rimane sempre alta la volontà di rendere più sicura la città non solo con l’aggiunta di telecamere, ma anche con metodi di recente introduzione quali il controllo di vicinato, per il momento attivo solo nella zona dell’arcella, ma pronto ad essere esteso anche ad altri quartieri. Proprio l’Arcella, il quartiere più popoloso e più difficile per la sua multietnicità e vicinanza alla stazione, è sempre sul banco di prova e si attendono conferme del buon lavoro svolto dal consigliere delegato Simone Pillitteri. Altro settore molto caldo quello del sociale, soprattutto dopo gli aumenti degli affitti Ater e dove, considerata anche la provenienza politica dell’attuale maggioranza, il nemico numero uno è il ministro Salvini con le sue politiche sull’immigrazione ed integrazione.

Questi i saranno i principali temi che l’amministrazione, dopo il giusto periodo di riposo estivo, si ritroverà sul tavolo. Ma nel prossimo settembre non suonerà solo la campanella d’inizio di una nuova stagione; comincerà ad entrare nel vivo anche la partita per come affrontare le elezioni regionali della prossima primavera. Sarà un test importante per l’amministrazione comunale, non tanto per cercare di fare il miracolo e scardinare l’egemonia leghista, come riuscì a Giordani nel 2017, ma perché qualche membro della giunta sta facendo il pensierino di poter sfruttare la ghiotta occasione di un inevitabile cambio generazionale ed accasarsi a Palazzo Balbi. Se così accadesse per la tenuta della maggioranza sarebbero necessarie tutte le doti democristiane di Giordani e il potente portavoce Massimo Bettin dovrebbe studiare ed applicare a fondo il proprio manuale utilizzato fino ad oggi per mantenere l’equilibrio tra le diverse anime sensibili (ed estreme) di una maggioranza tenuta sempre in piedi col bilacino in mano. Si prevede una stagione calda e delicata: è bene che a Palazzo Moroni sfruttino al massimo il periodo di pausa per riposare.

(Ph. Facebook – Sergio Giordani)