Baretta (Pd): «Fu Zaia a condannare Veneto Banca, non Renzi»

Secondo l’ex sottosegretario all’Economia il governatore leghista del Veneto la sacrificò per “motivi elettorali”

L’ex sottosegretario all’Economia, il democratico Pier Paolo Baretta, rimanda al mittente le accuse di Gian Antonio Da Re, ex segretario regionale della Lega ora europarlamentare a  Bruxelles. In un’intervista a Giorgio Barbieri a pagina 2 su La Tribuna di oggi, Baretta attacca: «Trovo scorretto affermare che Veneto Banca sia stata affondata dal governo Renzi. La verità è che è stato proprio il governatore Zaia a condannarla invitando i veneti a non partecipare all’aumento di capitale». Secondo Baretta, la Lega non ha i titoli per dare lezioni: «le due banche potevano essere salvate, ma per farlo era necessario un intervento degli imprenditori per partecipare all’aumento di capitale di 700 milioni. E fu Zaia a invitarli a non investire» perché sarebbe «convinto che il governo non sarebbe intervenuto per salvarle e aveva cinicamente scommesso sul loro fallimento per passare poi all’incasso elettorale addossando su di noi tutte le responsabilità». L’ex sottosegretario difende il decreto Renzi che trasformò le banche popolari in società per azioni («C’è ancora qualcuno che può sostenere seriamente che due istituti del genere potevano essere gestiti come due popolari?»), e spiega l’intervento dell’ex numero uno veneto del Carroccio così: «Un pretesto per fare rumore e nascondere il completo fallimento della Lega sul tema dell’Autonomia che ormai è finita su un binario morto».

(Ph PPBaretta Twitter)