Se non possiamo odiare, dov’è la nostra libertà?

E’ iniziata la guerra agli haters. Con cause civili. Ma fatto salvo il rispetto delle leggi, il diritto alla libera espressione é sacro

Circola in questi giorni su Facebook una specie di “manifesto” di tal Cathy La Torre che apre la caccia a quelli che la signorina chiama haters, ovverosia a tutti coloro che ancora credevano che in questo Paese esistesse ancora qualche barlume di libertà, che senza commettere volgari reati fosse ancora lecito esprimere sempre e comunque la propria opinione, che non esistessero verità intoccabili e che gli Idoli fossero sempre e comunque da abbattere a priori. Qualcuno la chiamerebbe Anarchia, e perché no?

Caccia all’hater

Si tratta di una caccia sanguinosa, che lascerà sul terreno morti e feriti, perché le armi che userà saranno denunce in sede civile, seguite da risarcimenti in denaro. Del resto, lo dice il nome stesso che questi nuovi crociati si sono dati: #odiareticosta. Credo che mai, nella storia della comunicazione italiana, su carta e in Rete, sia mai stato sferrato un attacco così feroce alla libertà di opinione e di espressione e al diritto di critica, e difendersi sarà difficile, costoso e pericoloso.

Il diritto all’odio

Il diritto a odiare, ad avere un “nemico”, a combatterlo con ogni mezzo lecito, ad affermarsi contro di esso è – vorrei dire – elemento costitutivo del nostro essere umani, è ciò che ci rende esseri senzienti e pensanti e ci differenzia dalle amebe. Chiunque ce lo voglia castrare – in nome di un deforme concetto di rispetto, in nome di un viscido concetto di diffamazione – non combatte in realtà PER la libertà, ma CONTRO la libertà di ognuno. Se innumerevoli delitti sono stati commessi in nome della democrazia, forse un numero ancor maggiore vengono e verranno d’ora in poi commessi in nome del politicamente corretto.

Paura e autocensura

Ed ogni volta che prenderemo la penna in mano, ogni volta che accenderemo il computer, dovremo imparare ad autocensurarci, dovremo stare ben attenti a questo nuovo Grande Fratello che occhiuto ci spia, pronto a giudicarci insindacabilmente, e a colpirci senza pietà. Non aspettatevi la solidarietà di chi, dalla stampa e soprattutto dalle Istituzioni, quotidianamente ciancia di Libertà: essi saranno i primi a trarre vantaggio da questa violenza al Pensiero, saranno i primi ad impugnare le “armi”. Un solo invito: conservate la vostra dignità, difendete i vostri diritti, combattete le vostre battaglie. Nonostante tutto – io credo – no pasaràn.