«Crac BpVi e Vb, Baretta racconta una storia falsa»

Continua l’ondata di polemiche sul crac di Veneto Banca, rinfocolate dalla decisione di rinviare a giudizio solo Vincenzo Consoli. Dopo il governatore del Veneto Luca Zaia anche l’associazione di risparmiatori “Noi che credevamo in BpVi” risponde all’ex sottosegretario veneziano del Partito Democratico Pier Paolo Baretta, che a sua volta aveva reagito a una dichiarazione dell’eurodeputato della Lega Giantonio Da Re che accusava Renzi e Bankitalia dell’affossamento dell’ex popolare di Montebelluna.

«Innanzitutto se il suo Governo ha tutelato i risparmi, non si capisce cosa sia stato bruciato nel capitale delle due banche… e non credo siano soldi del monopoli… – scrive il presidente dell’associazione Luigi Ugone in un comunicato -. Le ricordo inoltre che più volte ha richiesto lei l’intervento sì dei capitani di industria veneti, ma in un momento di assoluta opacità della gestione delle banche, quando cioè, ad esempio, il dottor Iorio affermava di aspettarsi 1500 milioni di apporto di nuovo capitale per risolvere la situazione nella Popolare di Vicenza… quando poi entrò il fondo da voi previsto (Atlante) lo stesso amministratore Penati descrisse il piano di salvataggio come libro dei sogni… quando solo le operazioni baciate ammontavano a più di 1 miliardo…A queste condizioni quale capitano con un minimo di sale in testa avrebbe risposto alla richiesta di un Governo che appoggiava stramberie e proclami del genere…?».

«Non sono mancati i capitani veneti – prosegue la nota – . Sono mancate verità e chiarezza e il supporto dei 2 soggetti (Unicredit e Intesa) che avevano sottoscritto l’inoptato. È mancata poi la giustizia sempre da parte vostra quando avete deciso di non verificare in maniera approfondita le posizioni di Consob e Banca d’Italia poiché, se è vero che la gestione delle banche è stata disastrosa, altrettanto lo è stato il controllo che lo Sstato tramite i suoi organi deve garantire. E con il secretamento dei dati della Commissione Banche da Voi voluta avete reso ingiustizia a migliaia di vittime che ancora oggi non possono sapere chi ha e dove sono i soldi che sono spariti dalle Banche Venete. I processi avranno il loro corso e la storia il proprio giudizio. Lei tenga pure la sua versione. Le servirà a dormire la sera, ma non a convincere noi che con Lei e molti altri abbiamo vissuto e subito la vicenda». (t.d.b.)

(Ph. Vvox)