Verona, Comencini (Lega) a Sboarina: «cambiare passo»

Il deputato e consigliere comunale: «il mio partito si dia una linea condivisa sul futuro di Agsm e di Aim». Accordo con la milanese A2A? «Meglio guardare a Nordest, aveva ragione Croce»

A Verona la Lega manda un segnale semplice e chiaro al sindaco che sostiene, Federico Sboarina: datti una mossa. E’ un po’ il succo dell’intervista qui di seguito a Vito Comencini, già segretario dei Giovani Padani in Veneto fino all’anno scorso, quando é è stato eletto deputato. Sedendo in consiglio comunale nel capoluogo scaligero, Comencini ha una visuale diretta. Ma al tempo stesso, facendo la spola con Roma, più ampia. Regionale e nazionale.

Cominciamo dal suo partito, onorevole. Commissariato in Veneto con la nomina di Lorenzo Fontana, fedelissimo di Salvini, come cambierà la Lega qui? Qual è la missione di Fontana?
La Lega sta vivendo un momento cruciale, nella nostra regione è arrivata al 50%, grazie a Salvini ma anche al radicamento territoriale e ai risultati importanti raggiunti da Luca Zaia. Siamo a una svolta, ci stiamo riorganizzando in vista delle regionali del 2020, e Salvini ha voluto mettere una persona di sua fiducia.

Che in una delle primissime dichiarazioni ha già blindato Zaia nel ruolo di (ri)candidato governatore.
Sì, è una conferma, per i risultati ottenuti.

Mi scusi, ma sull’autonomia i risultati ancora non si vedono. Tutta colpa dei grillini?
E’ una sfida difficile che portiamo avanti da anni, non a caso nel 2017 c’è stato un referendum, per dare maggior forza alla nostra battaglia. Siamo di fronte a un Movimento 5 Stelle, che pure qui in Veneto aveva sostenuto il referendum, che a livello nazionale si rimangia la parola. Non è mancanza di rispetto verso il contratto di governo, ma verso il popolo veneto.

I 5 Stelle, almeno a quanto dicono, contestano il quantum, cioè accusano Zaia di aver chiesto troppo.
Guardi, qui il problema è un sistema burocratico e sprecone che fa fatica ad accettare una riforma così. Ora criticano sul quantum, come dice lei, ma prima si erano inventati che volevamo danneggiare la sanità del Sud. Il che é offensivo verso i pazienti del Sud che già ora soffrono una sanità di serie B. Semmai é responsabilizzare le Regioni del Sud per renderle più vicine a noi. La questione è come viene gestita la spesa.

E su questo non c’è dubbio. Non ne ha neanche mezzo sul caso Moscopoli? Immagino mi dirà che è un non-caso. Lei conosce la Russia, non è vero? E’ sempre dell’idea che sia meglio togliere le sanzioni, o invece seguire più una politica filo-Usa? A tutt’oggi il vostro governo non le ha tolte.
Conosco la Russia anche per motivi personali, visto che sono sposato con una russa di San Pietroburgo. Qui in Occidente abbiamo una visione offuscata della Russia, che é una grande federazione di popoli e culture diverse, vittima di una vera e propria russofobia pompata dai nostri media. Io direi che l’indirizzo dovrebbe essere di equilibrio: l’Italia e l’Europa si trovano in mezzo a Stati Uniti e Russia, e non dimentichiamo la Cina. Il nostro, come Italia, è stato sempre un ruolo di mediazione, mantenendo legami storici con la Russia che non abbiamo con gli Usa. San Pietroburgo, tanto per fare un esempio, è stata costruita da italiani. Certo, dall’altra parte non si può trascurare il rapporto con gli Usa.

Molto, molto in equilibrio. Ma allora, queste sanzioni, le togliamo? Le imprese venete non aspettano altro.
Vero, vogliono si liberi un mercato, ma il percorso è più lungo, ed é europeo. Non si può andare contro i mulini a vento.

Insomma siamo vittime di Trump, lo ammetta.
Siamo sotto l’influenza americana, ed é fisiologico sia così. Ma il vero pericolo é la Via della Seta, é la Cina.

Stoccata al M5S e al vostro stesso sottosegretario agli esteri, Michele Geraci. Senta, planiamo su Verona. Il commissario Fontana potrebbe intervenire sulla Lega riguardo il caso Agsm? A Verona siete contrari ad un eventuale accordo-capestro con A2A, e lei ha inviato una nota molto chiara in merito. Ma a Vicenza la linea non pare così chiara, con l’amministratore di Aim, Vivian, che é tesoriere regionale del suo partito e sembra molto più favorevole. Insomma, la Lega è divisa.
Gli organi a livello provinciale e regionale possono certamente dire la loro. A Verona il vicecommissario Nicolò Zavarise ha dettato una linea chiara. A Vicenza effettivamente c’é una situazione diversa. Vivian é un esponente politico del partito. Io auspico condivisione.

E come? Cosa dovrebbero fare Agsm e Aim, secondo lei?
Io guardarei a un’ottica veneta, anzi triveneta. Non cercando sovrastrutture che tolgano valore alle nostre aziende.

Ma la multiutility del Nordest era l’idea dell’ex presidente di Agsm, Michele Croce, che Sboarina ha cacciato.
Croce non è stato mandato via per questo. Ma bisogna dire che Michele ci aveva visto giusto, su questo.

E per cosa è stato mandato via, allora?
Per aspetti di gestione non chiari, su cui ora qui non voglio dilungarmi.

La settimana scorsa lei ha parlato di alcuni industriali che avrebbero interesse a a far andare in porto l’operazione con A2A. Può spiegarsi meglio?
Volevo semplicemente ricordare che l’azienda pubblica più importante di Verona deve tutelare i cittadini e i lavoratori e anche la stessa amministrazione. Ho lanciato una provocazione.

L’attuale presidente di Agsm, Finocchiaro, in commissione la settimana scorsa ha detto, molto stizzito, di non essere uomo di nessuno, di non rappresentare interessi privati. Ce l’aveva con lei?
Mi pare che lui abbia citato Confindustria. Ma io non ho mai parlato di Confindustria.

Lo ha fatto Venturi, un altro ex presidente di Agsm.
La mia comunque era una provocazione. Ben venga comunque che Finocchiaro abbia voluto precisare.

Agsm Albania, una partecipata del gruppo, ha visto il bilancio non votato dal socio Agsm. Crede che non sia stata fatta abbastanza chiarezza, su quell’investimento?
Resta indubbiamente un capitolo opaco, per non dire osceno, dell’amministrazione precedente (quella dell’ex sindaco Flavio Tosi, ndr). Ricordo che addirittura avevano pensato a investire in Libia. La decisione di mantenere quella società va posta sotto verifica, dev’esserci maggiore chiarezza dopo due anni dall’insediamento della nuova amministrazione. Se così non sarà, farò le mie azioni come parlamentare a Roma per vederci chiaro. L’Albania non è nemmeno uno Stato dell’Unione, é evidente che il problema é molto delicato.

Passiamo al nuovo stadio: di recente Pd e Tosi hanno raccolto firme contro. Anche lei è contrario, giusto?
No, chiariamo: inizialmente ho sollevato delle critiche perché l’ipotesi era stata presentata senza sufficienti chiarimenti sulle garanzie riguardo la società che dovrebbe costruire, e per coinvolgere le società di calcio della città. Poi c’era il rischio di uno stadio provvisorio che avrebbe potuto restare così, permanentemente, e io non intendo andare a vedere le partite a Vicenza. Poi però il sindaco ha coinvolto il Credito Sportivo come advisor e come istituto finanziatore, e ora sono fiducioso. Un nuovo stadio é necessario, perché l’attuale é inadeguato.

Le opposizioni lamentano un’amministrazione complessivamente immobile o troppo lenta, e imputano questo all’indecisionismo del sindaco Sboarina. Crede che si debba dare un’accelerata al passo di questa giunta?
Mah, le scelte da compiere erano molte e questi primi due anni non sono stati facili. Pensiamo solo all’abbandono dell’ipotesi traforo o dell’Arsenale, e in generale sull’urbanistica il percorso è stato più macchinoso. Però si deve ammettere che un’accelerazione su certe partite vada fatta. Ci vuole più sprint, a cominciare proprio dall’urbanistica, che vuol dire far lavorare la città. Io apprezzo la cautela che spesso ha il sindaco, ma sicuramente in molti si aspettano un cambio di marcia, da lui e da tutta la sua squadra. Noi come Lega il nostro contributo a dare una scossa, ad esempio con il nuovo assessore Zavarise, lo stiamo dando.

Verona, specie per il caso del Congresso delle Famiglie, o prima per la mozione Zelger contro l’aborto e le sue parole sui gay (una “sciagura”) è stata parecchio sulla ribalta nazionale, nell’ultimo periodo. Sempre sempre in positivo, secondo lei?
Alcuni opinionisti che pontificano su Verona, a Verona non ci sono neanche mai stati. E’ da sempre una città aperta, di passaggio, ma certo é anche un laboratorio politico. Certe polemiche ci stanno anche, ma io sono orgoglioso che certi aspetti valoriali controcorrente, come la difesa della famiglia e della vita, vedano la mia città come capofila. Il Congresso delle Famiglie ha scelto coerentemente Verona: non è che Sboarina due anni fa sia diventato sindaco sostenendo altro, mi pare. Verona ha dimostrato di essere una città cattolica legata ai valori cristiani, con un passato di tanti missionari, come padre Comboni, utilizzato politicamente dalla sinistra, ma che é un vero esempio di veronesità.