Turismo a Venezia, beccati 70 lavoratori in nero

Nei primi 6 mesi di quest’anno la Guardia di Finanza di Venezia ha individuato, nel corso di controlli ad esercizi commerciali del centro storico lagunare e delle isole, 70 lavoratori irregolari. Di questi, 37 erano impiegati totalmente “in nero”. I datori di lavoro sanzionati dai finanzieri del 1° Nucleo Metropolitano di Venezia sono stati nel complesso 41, per un ammontare complessivo di sanzioni irrogate pari a oltre 115.000 euro, per la maggior parte pagate in via immediata dai trasgressori. In 6 casi è stata anche applicata la sospensione immediata dell’attività imprenditoriale essendo state rilevate criticità incidenti anche sulla sicurezza sul lavoro.

Le irregolarità sono state riscontrate in svariate tipologie di esercizi collegati all’indotto turistico della città vecchia: negozi di souvenir, ambulanti, ma anche alberghi, bed & breakfast, bar, ristoranti e agenzie di viaggio. I lavoratori “in nero” o irregolari individuati erano tanto di nazionalità italiana che straniera, in specie bengalese, cinese e coreana.
In buona parte dei casi scoperti, i lavoratori “in nero” sono stati poi regolarizzati e, quindi, “assunti ufficialmente” dai datori di lavoro. I risultati s’innestano nell’alveo di un più ampio dispositivo operativo permanente attivato dal Comando Provinciale di Venezia e volto alla tutela del tessuto economico legale della città di Venezia, attraverso il contrasto ad una serie di fenomeni illeciti – tra cui il lavoro nero – la cui diffusione sul territorio è strettamente legata alla particolare consistenza della domanda turistica.

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