In Siberia sta bruciando una superficie grande come Veneto e Lombardia

Foreste in fiamme, territori bruciati e animali in fuga o morti. Questo è la tragedia che si vede queste le terribili immagini che viaggiano sui social con l’hashtag #SiberiaIsBurning. Roghi che non si placano e che stanno distruggendo irrimediabilmente il territorio. All’origine del disastro, hanno spiegato le autorità forestali russe, ci sono i fulmini ma il vice ministro delle Emergenze, Igor Kobzev, ha dichiarato lunedì che «la maggior parte è iniziata vicino a delle strade» ed è stata causata da persone. Gli incendi sono talmente vasti che il servizio aereo per la protezione forestale ha rinunciato a spegnerne molti che sono in «territori lontani o difficili da raggiungere».

Si tratta di un disastro senza precedenti. Nell’ultima settimana sono stati liberati dal fuoco 750.000 ettari; nello stesso tempo, però, l’area interessata dai roghi è passata da 3 milioni a 4,5 milioni di ettari: una superficie estesa quanto Lombardia e Veneto messi insieme. La CO2 emessa in atmosfera ha raggiunto le 166 milioni di tonnellate, un valore pari all’emissione annuale di tutte le 36 milioni di auto presenti in Italia. Un numero imprecisato di animali è stato arso vivo. Città e villaggi sono invasi dal fumo anche a 100 km di distanza dalle fiamme. Una gigantesca cappa grigia oscura la vista del sole provocando difficoltà respiratorie e rischi per la salute a migliaia e migliaia di persone.