Energia, online nuovo numero newsletter Gme

Roma, 9 ago. (AdnKronos) – E’ online scaricabile dal sito , il nuovo numero della newsletter del Gestore dei Mercati Energetici (Gme). La newsletter si apre con un intervento di Lisa Orlandi del Rie sul caos calmo del mercato petrolifero internazionale.
“Con una media prossima a 66 doll/bbl nei primi 7 mesi del 2019, il Brent Dated – greggio di riferimento internazionale – potrebbe chiudere su un valore annuo inferiore, ma non troppo, a quello del 2018 (72 doll/bbl). Si interromperebbe così il trend rialzista avviatosi nel 2017, quando il mercato iniziò a risollevarsi dal pesante crash di due anni e mezzo prima che aveva visto le quotazioni passare dagli oltre 100 dollari di giugno 2014 ai 26 di gennaio 2016”, ha osservato l’analista del Rie, aggiungendo che si interromperebbe lasciando però spazio “ad una sostanziale stabilità, perché una variazione di qualche dollaro su base annua non ha una significativa rilevanza per un mercato abituato ad oscillazioni molto forti che possono verificarsi anche in brevi lassi temporali”.
Tuttavia, ha chiarito Orlandi “stabilità non è quasi mai il termine più appropriato quando si parla di mercato petrolifero e non lo è di certo in questo momento storico anche se le quotazioni hanno sinora mostrato movimenti più contenuti di quelli osservati in passato”.
Infatti, l’interpretazione del contesto attuale poggia su pochi punti fermi e diverse incognite, il cui sviluppo condizionerà il futuro corso delle quotazioni. “Gli attori chiave sono gli stessi da un po’ di tempo a questa parte – ha evidenziato la ricercatrice del Rie -: da un lato gli Stati Uniti, che non arrestano la loro crescita produttiva influendo – anche attraverso la loro politica estera – sulle strategie e le scelte degli altri produttori di petrolio; dall’altro l’Opec Plus, guidata da Arabia Saudita e Russia, che continua ad agire in risposta alle dinamiche Usa ma il cui futuro – specie sul più lungo termine – rimane incerto”.
Sullo sfondo, due elementi di grande incertezza la cui evoluzione è ad oggi non prevedibile: “le numerose tensioni geopolitiche, con un’attenzione particolare al Golfo Persico, che nella prima parte dell’anno hanno alimentato aspettative rialziste, come si evince dai movimenti posti in essere dagli operatori finanziari con fini prevalentemente speculativi”.
E il “contesto macroeconomico, che nel 2019 si sta rivelando più debole che in passato e che ha portato anche la finanza ad assumere un atteggiamento più bearish da maggio in avanti e a quasi ignorare le criticità di matrice geopolitica pur sempre presenti e diffuse”, ha spiegato Orlandi.
Nonostante le tensioni, però “i prezzi non schizzano. In questa fase sembrano quindi prevalere i fondamentali reali correnti caratterizzati da un’offerta adeguata sebbene le crisi in essere – Iran, Venezuela, Libia per citarne alcuni – e da una domanda che cresce ma meno del previsto: le stime per il 2019 sono di un aumento di 1,2 mil. bbl/g rispetto ad una stima iniziale di 1,4 mil. bbl/g del 2018 e nel I trimestre dell’anno il livello dei consumi è stato il più basso dal 2011”, ha chiarito l’analista del Rie.
“Una dinamica, questa, che riduce il rischio di shortage anche nel caso in cui dovesse esserci una temporanea interruzione delle forniture del Golfo e che è in parte correlata all’andamento dell’economia mondiale, ora attesa crescere del 3,2% su base annua”, aggiunge. In definitiva, è il pensiero della ricercatrice, è questa la condizione complessiva che ad oggi “porta la finanza a mantenere un atteggiamento di cautela, ma la descrizione delle dinamiche in atto non deve indurci a trascurare gli elementi di rischiosità che il mercato comunque presenta. Un mercato che, a meno di una recessione globale, sembra avere un floor minimo consolidato attorno ai 60 doll/bbl, difeso dall’Opec Plus e supportato dalle tensioni geopolitiche in atto. A fungere da cap, invece, vi è al momento la sola produzione USA la cui traiettoria ha un ampio grado di incertezza. In sintesi, ad oggi tutto sembra quadrare ma forse siamo seduti su una mina”, ha concluso Orlandi.
All’interno del nuovo numero sono pubblicati, inoltre, i consueti commenti tecnici, relativi i mercati e le borse elettriche ed ambientali nazionali ed europee, la sezione dedicata all’analisi degli andamenti del mercato del gas italiano e la sezione di analisi sugli andamenti in Europa, che approfondisce le tendenze sui principali mercati europei delle commodities. La nuova pubblicazione Gme riporta, inoltre, come ormai è consuetudine, i dati di sintesi del mercato elettrico per il mese di luglio 2019.