Il Pd rinsavisca: maggioranza con M5S sulla finanziaria

Piaccia o no, siamo una democrazia parlamentare. E’ il momento di accettare il M5S nell'”arco costituzionale” e fare fronte contro Salvini

La Lega nazionale e il M5Stelle non sono mai stati alleati: hanno siglato un contratto per formare un governo. È stato possibile perché la nostra è una repubblica parlamentare confermata dal popolo nel referendum del 2016 con i voti della Lega e molti altri. Il Pd aveva la possibilità di siglare un contratto con contenuti parzialmente diversi con il M5Stelle, ma ha preferito andare al cinema a mangiare popcorn. Gli eccessi di Salvini sono stati appena contenuti dalla sapienza di Mattarella, dalla prudenza di Conte e da quella parte del consistente gruppo parlamentare e di governo dei 5stelle che esprime posizioni autenticamente riformatrici e ambientaliste, a volte un po’ estremiste e velleitarie, ma certamente innovative.

Con il voto a favore della Tav, si è palesato come tutte le forze della conservazione e del potere romano più sedimentato – dalla Lega al Pd, da Forza Italia a Fratelli d’Italia – quando si tratta di grandi opere, lobby e consolidate infiltrazioni del potere economico in quello politico, formino uno schieramento compatto. È facile, ancorché giusto e sacrosanto, fare una vociante e inconsistente opposizione contro il linguaggio violento e volgare di Salvini su immigrazione e populismo penale. Più difficile è assumersi la responsabilità di una politica che affronti in maniera innovativa le riforme e le radici logore di un potere politico e burocratico, forse competente nelle vecchie tecniche, ma bisognoso di rinnovamento e legittimazione.

Il M5stelle ha cercato di contenere gli eccessi dell’altro contraente a costo di perdere consenso, ma assumendosi la responsabilità di governare. La presunta incompetenza è stata sottolineata per motivi polemici, mentre in effetti si trattava dell’eterno scontro tra il nuovo e il vecchio delle burocrazie collegate ai vecchi governanti della Lega, del Pd e del centrodestra: lo schieramento pro-Tav ne costituisce la cortina di tornasole. La sinistra e gli ambientalisti sono sempre stati contro gli inceneritori e le opere ad alto impatto ambientale al pari dei M5stelle.

Allora viene da pensare che il Pd l’anno scorso non si sia accordato con il M5stelle perché sarebbe andato contro interessi costituiti che avrebbe gestito meglio con quelle componenti presenti nei governi e nel Parlamento da oltre trent’anni piuttosto che con nuovi venuti ancora in buona parte liberi da debiti politici. Il M5stelle ha raccolto in Italia una parte consistente del voto ambientalista che recentemente ha riscosso successo in tutta Europa. Ma il M5stelle, anziché nella Lega, ha trovato il suo peggior critico nel Pd i cui rappresentanti a parole sostengono principi simili, ma in concreto votano con la Lega.

Ora, c’è la possibilità di fare un governo che ci traghetti a una finanziaria seria e che contenga le deliranti pretese di un Salvini che richiede “pieni poteri” e vorrebbe dettare l’agenda politica. Si badi peraltro che Salvini non rappresenta tutta la Lega! Il suo linguaggio violento e il nazionalismo che impedisce di fatto l’autonomia del Veneto si pongono in contrasto con la moderazione di una parte della classe dirigente leghista e degli elettori del Nord. Più che a un fascista, Salvini somiglia al napoletano Masaniello.
Speriamo che gli eccessi della Lega salviniana facciano rinsavire i conservatori del Pd e di quel che resta di Forza Italia in modo che accolgano i 5stelle nell’”arco costituzionale” e ne accettino la spinta innovatrice, magari integrandola e moderandola con la maggiore esperienza.

(ph: Imagoeconomica)