M5S Veneto: «Salvini e Zaia traditori degli italiani e dei veneti»

Lettera aperta dei pentastellati veneti al presidente della Regione accusato di essere «complice» e «strumento» di una «realtà fasulla costruita da Salvini»

Il Movimento 5 Stelle Veneto, dopo la crisi di governo che ha visto la rottura tra i pentastellati e la Lega, ha scritto una lettera aperta al presidente Luca Zaia firmata dai consiglieri regionali Erika Baldin, Jacopo Berti, Manuel Brusco, Simone Scarabel (in foto). La riportiamo integralmente qui sotto.

Caro Presidente Zaia,
la realtà è più semplice di quanto si voglia far credere. Salvini ha tradito il patto che aveva sottoscritto con gli Italiani, con i Veneti e Lei se ne fa complice. Parliamo di Autonomia per cominciare. Non ce la raccontiamo, la Lega ha governato in passato per otto anni, quando l’autonomia era non solo una richiesta, ma addirittura una vera e propria rivendicazione, anche con toni estremi. Non è mai arrivata. Ora governa da un anno, ma anche il più piccolo sbarco di migranti, uno scippo da parte di uno straniero, sono più importanti dell’autonomia. Il M5S non c’entra nulla. Basterebbe accettare di discutere di appena due materie su ventitré per averla subito. Sedersi attorno a un tavolo, seriamente, per mezza giornata. I veneti vogliono poter disporre dei soldi che sono il prodotto del loro ammirevole impegno, non per avere le lezioni di lingua veneta alle elementari o la precedenza ai medici veneti negli ospedali. Ora i Veneti dovrebbero sottostare a un ricatto schifoso: credere all’incubo di un Salvini “imperatore d’Italia” per avere l’autonomia. Forse. Non si sa quando.

Ma veniamo al resto, alla politica nazionale. Far saltare il Governo del paese con motivazioni ridicole è stato un gesto di grande continuità nella storia leghista: Il tradimento è congenito nella Lega, uno storico marchio di fabbrica con cui hanno tradito dal ’94 in poi governi, indipendentisti, elettori, nordisti, terroni, autonomisti, chiunque potesse portare un po’ di potere è stato usato e poi tradito. La serietà con cui si onorano gli impegni presi, senza strategie di convenienza è lo spartiacque tra i piccoli mestieranti di palazzo e gli statisti. Del resto in quest’anno di governo, abbiamo assistito a un vicepresidente del Consiglio e ministro dell’Interno che ha fatto il realtà l’influencer da social network. Non una cosa è stata detta e fatta da Salvini, senza l’unico obiettivo di aumentare i like. Un anno a costruire emergenze e allarmi dove non c’erano, perché si aveva in tasca, pronta la presunta soluzione. Salvini e la Lega invece di fare percepire agli italiani la realtà hanno pensato a costruirne una fasulla da spacciare per vera. E ci provano ancora adesso. E lei, caro presidente Zaia, se ne rende volentieri strumento.

Noi del Movimento 5 Stelle non abbiamo cambiato di una virgola il nostro impegno. È sotto gli occhi di tutti. Non siamo mai usciti dai binari stabiliti nel contratto di Governo. Non abbiamo mai messo sul tavolo altri temi, per farne fumo da gettare gli occhi dei cittadini. Ci siamo assunti la responsabilità anche di perdere consenso, pur di rimanere coerenti all’impegno preso per condurre il paese fuori dalla crisi. Addirittura abbiamo accettato di mandare giù qualche boccone amaro, per di continuare ad onorare quel famoso contratto. Caro presidente Zaia, davvero vuol fare credere che il motivo per far saltare il governo sia un voto sulla TAV che noi abbiamo rivendicato da sempre?
Ma chi vogliamo prendere in giro?

Invece, caro governatore, ai veneti ci sono tante altre cose da spiegare, per esempio: che a causa della crisi di governo gli imprenditori si ritroveranno a pagare il 25% di Iva, scaricandola sulle famiglie; che il nostro territorio vive una vera emergenza ambientale che ne fa il più inquinato d’Europa; che siamo un bruttissimo esempio di grandi opere i cui costi lievitano negli anni gonfiando le solite tasche; che abbiamo il record di giovani laureati che lasciano per sempre la regione; che la nostra economia è retta dalla fatica di migliaia di piccole imprese in guerra costante contro la burocrazia, le tasse e la mancanza di servizi. Caro Presidente, sono questi i famosi record di cui andar fieri? Il coraggio non è quello di saper raccontare tutto e il contrario di tutto, umiliando il Paese sano, ma quello di essere coerenti con gli impegni presi e di assumersene ancora. E ancora.

Movimento 5 Stelle Veneto