Open Arms, sbarcati i primi migranti

La vicenda della nave carica di migranti entra nella crisi di governo. Appello Unicef per i bambini

La nave dell’ong spagnola Open Arms è entrata in acque italiane poco dopo l’alba, ed il Ferragosto politico si è subito infiammato.

ULTIM’ORA

Ore 20.30 Autorizzata evacuazione urgente a Lampedusa di 5 persone per cause psicologiche, con loro i familiari.
“Continuiamo a non avere autorizzazione per sbarco delle altre persone a bordo. Questa sarà la loro quindicesima notte. Il diritto sta morendo”. Lo scrive su twitter la Ong Open Arms, la cui nave si trova al largo di Lampedusa.

14.00 A quanto apprende l’Adnkronos da fonti militari a seguito della ricognizione a bordo della nave della Ong spagnola con 147 migranti a bordo ancora ferma a Cala Francese, pochi metri dal porto di Lampedusa, lo sbarco dei migranti a terra sarebbe
imminentente. Una decisione motivata dalle precarie condizioni igienico sanitarie riscontare a bordo, tanto precarie da determinare uno sblocco della situazione.

 

Interni vs Difesa

Il ministro della difesa, la pentastellata Elisabetta Trenta, ha rifiutato di firmare “il nuovo decreto del ministro degli interni volto a negare l’ingresso, il transito e la sosta nelle acque territoriali della nave dell’Ong Open Arms a seguito della sospensiva disposta dal Tar del Lazio sul precedente analogo provvedimento”, come si legge in una nota.

«Siamo soli contro tutti. Contro Ong, tribunali, Europa e ministri impauriti – ha risposto sui social il vicepremier Matteo Salvini – E col Pd al governo, immigrazione di massa e Ius Soli tornerebbero realtà».

Premier vs Interni

«Abbiamo chilometri di coste e siamo a un manciata di ore di navigazione dall’Africa e dal Medio Oriente. Da ultimo tu stesso hai constatato come è difficile contrastare i quotidiani, minuti sbarchi clandestini. Non possiamo agire da soli.
Dobbiamo continuare a insistere in Europa, come peraltro hai fatto Tu, di recente a Helsinki. E’ questa la direzione giusta. E poi non oscuriamo quello che abbiamo fatto di buono». Lo scrive, alle 14,  il premier Giuseppe Conte a Matteo Salvini via Facebook.

«Se mai -aggiunge- rammarichiamoci per quello che ci riproponevamo di ottenere e ancora non abbiamo ottenuto. Un ultimo aggiornamento sullavicenda Open Arms. Francia, Germania, Romania, Portogallo, Spagna eLussemburgo mi hanno appena comunicato di essere disponibili a redistribuire i migranti. Ancora una volta, i miei omologhi europei ci tendono la mano».

Non si è fatta attendere, sempre via social, la risposta di Salvini che, sfoderando i dati del Viminale sull’attività di quest’anno legata all’ordine e alla sicurezza, confessa «la sua “ossessione” nel contrastare ogni tipo di reato compresa l’immigrazione clandestina. Faccio il Ministro per difendere i confini, la sicurezza, l’onore, la dignità del mio Paese. Con me i porti sono e rimarranno chiusi ai trafficanti e ai loro complici stranieri. Ed è chiaro che, senza questa fermezza, l’Unione Europea non avrebbe mai mosso un dito, lasciando l’Italia e gli Italiani soli come ha fatto negli anni dei governi di Renzi e del Pd«.

 

L’unicef

«E’ irragionevole che ancora una volta le scelte politiche abbiano avuto la priorità rispetto a salvare la vita dei bambini che sono bloccati nel Mar Mediterraneo. Circa 130 bambini sono attualmente sulle navi Viking Ocean e Open Arms. È stato riferito che solo 11 dei 103 bambini che si trovano a bordo dell’Oceano Viching sono accompagnati da un genitore o tutore. Questi bambini, molti dei quali sono fuggiti da violenze, conflitti e atrocità impensabili hanno diritto di essere salvati e protetti. L’Unicef sta sollecitando che sia disponibile immediatamente un porto sicuro, in modo che questi bambini, insieme a tutti gli altri a bordo delle due navi, possano sbarcare in tutta sicurezza». Lo afferma Afshan Khan, Direttore Regionale Unicef per l’Europa e l’Asia Centrale e Coordinatore Speciale per la risposta dei rifugiati e dei migranti in Europa». «La tragica perdita di vite nel Mediterraneo centrale di quest’estate sottolinea l’immediata necessità di maggiori sforzi nella ricerca e salvataggio. Il salvataggio di bambini, donne e uomini vulnerabili non dovrebbe essere un crimine» prosegue.

 

Il sindaco di Lampedusa

“Il mare è agitato, ci sono 22 nodi di vento con raffiche fino a 24, tanto è che la nave di linea che collega Lampedusa a Linosa non parte da due giorni per le cattive condizioni del meteo”. Lo riferisce all’Adnkronos il sindaco di Lampedusa Totò Martello.

“L’unica cosa che dico è che quando c’è maltempo qualsiasi tipo di nave deve venire a ridosso della costa e, se anche a ridosso si sta male, deve entrare in porto – aggiunge – Sono decisioni però che può prendere solo il comandante. Io dico che se ci sono bambini a bordo potrebbe anche entrare”. “Le regole del mare sono le regole del mare, tutto quello che si dice a terra non ha nessun valore in mare – sottolinea Martello – Noi siamo pescatori e l’unica regola che c’è è quella di salvare chi è in difficoltà, al di là del colore della pelle e della nazionalità. Qui il sistema dell’accoglienza è sempre pronto ed è pagato dal ministero degli Interni, questo è solo un problema politico”.