Morto Felice Gimondi: l’eterno secondo del cannibale che fece il triplete

Il campione, 76 anni, ha avuto un arresto cardiaco mentre faceva il bagno a Taormina. Cordoglio dal Presidente Mattarella, oltre che da decine di nomi importanti dello sport, della società e delle istituzioni

E’ morto per un arresto cardiaco, mentre era in mare, l’ex campione italiano di ciclismo Felice Gimondi. La tragedia è avvenuta ieri pomeriggio, 16 agosto, nelle acque di Giardini Naxos, vicino Taormina. Gimondi, 77 anni tra un mese, si è sentito male mentre faceva il bagno. A dare l’allarme sono stati i bagnanti, ma quando sono arrivati i soccorsi era già troppo tardi per l’ex campione di ciclismo che è morto per arresto cardiocircolatorio. Sono stati fatti massaggi cardiaci ma per Gimondi non c’è stato niente da fare. Era in vacanza per Ferragosto a Taormina.

Il cordoglio del Presidente

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, “esprime il suo cordoglio per la morte del campione, ricordandone i tanti successi che hanno dato prestigio all’Italia nello sport e il suo stile di grande valore nel comportamento sportivo e umano”. Lo si legge in un comunicato della presidenza della Repubblica.

Una lunghissima carriera

Il suo ultimo Giro d’Italia lo corse nel 1978, l’ultimo vinto fu quello del 1976 ma in carriera i suoi successi hanno superato il centinaio, 118 per la precisione le vittorie da professionista nonostante l’ingeneroso soprannome di ‘eterno secondo’,
affiabbatogli negli anni dello strapotere del ‘cannibale’, Eddy Merckx. Felice Gimondi, Bergamasco roccioso di Sedrina, all’imbocco della Val Brembana, classe 1942, spentosi oggi sotto il sole caldo di Giardini Naxos (Messina), ha amato la strada e praticato la pista,

Gimondi ha chiuso come dirigente sportivo una carriera aperta nel 1959 da allievo, prima vittoria l’1 maggio 1960 alla Bergamo-Celana,passando dilettante nel 1962 e arrivando a rappresentare l’Italia ai Giochi olimpici di Tokyo, trentatreesimo nella prova su strada vinta dal connazionale Mario Zanin. Professionista dal 1965 al 1979, Gimondi può vantare, con pochi altri colleghi, la vittoria di tutte le tre grandi gare ciclistiche: il Giro d’Italia, nel 1967, 1969 e 1976, il Tour de France nel 1965 e la Vuelta a España nel 1968. Incassò inoltre il campionato del mondo su strada del 1973, una Parigi-Roubaix, una Milano-Sanremo e due Giri di Lombardia.

Il confronto diretto con Merckx ha contraddistinto gran parte della carriera di Gimondi, e nel loro eterno duello il bergamasco ha battuto il belga in termini di maggiore longevità sportiva: prima vittoria ai massimi livelli al Tour del 1965 e ultima al Giro del 1976.

(fonte AdnKronos Ph Wikipedia)