Pedemontana, crolla ponte canale durante temporale

La segnalazione arriva da Trevisoper e rilanciata dal Covepa: il cedimento è avvenuto nel Trevigiano

Nella notte tra il 15 e il 16 agosto, lungo il tracciato della Pedemontana Veneta, nel comune di Trevignano (TV), un rovescio ha provocato il crollo del ponte canale che attraversa la trincea tra Case Pellizzari e Caberlotto. Lo riferisce il Covepa, comitato vicentino, su segnalazione di Trevisoper. Il fatto è confermato dalla stessa SPV, che lo cataloga come “fatto ordinario”. 

 

«Se qualcuno pensava che i crolli della SPV fossero una esclusiva del vicentino e della Galleria Malo-Castelgomberto si sbagliava e di molto. È sufficiente guardare le foto in allegato che ci hanno inviato da Trevisoper (nella Gallery) comprendere la gravità dell’evento, soprattutto se si pensa al fatto che vi potevano essere dei mezzi circolanti e se la Pedemontana fosse stata in funzione poteva essere un disastro con un numero considerevole di vittime! – scrive il comitato che prosegue –  È bastata la pioggia della notte di ferragosto, non particolarmente violenta, rispetto alle medie di questi ultimi periodi, per far crollare la parte appoggiata al bordo della trincea nord diun ponte canale con tutto il primo tratto della sua trave prefabbricata. Questo ha causato una serie di smottamenti ben visibili, su un fronte di circa 1000 metri lungo la sponda della trincea, con conseguente allagamento del fondo».

Il Covepa ricorda che un evento simile era stato registrato anche nel canale di deviazione che la SIS aveva realizzato per il torrente Chiavone a Breganze (VI), dove l’acqua aveva scalzato il fondo di massi e cemento scavando sotto agli argini: «Non possiamo non richiamare i dubbi sulla direzione dei lavori che avevamo sollevato con un esposto alla Guardia di Finanza nel 2017, dove avevamo depositato la denuncia della SICS Ingegneria srl che riguardava proprio le competenze dell’ingegner Adriano Turso, Direttore dei Lavori di SPV e colpito dalle recenti indagini sui crolli del tunnel vicentino- si dice nella nota – E’ evidente che le uniche ipotesi in questo momento non possono che riguardare la leggerezza della posa in opera dei manufatti».