Paradisi pericolosi: gravissimo 60enne, ragazza in crisi di panico e molti infortunati

Ennesima domenica di super lavoro per gli uomini del soccorso alpino che hanno volato da un capo all’altro dell’arco montano veneto

Tantissimi gli interventi di oggi del soccorso alpino veneto. Oltre a quelli già segnalati, alle 15 circa il 118 ha allertato il Soccorso alpino di Auronzo per un escursionista di 76 anni, A.M., di Viterbo, che si era sentito poco bene mentre scendeva dal Rifugio Col de Varda. L’uomo, che era stato accompagnato all’ombra e accudito da un passante, è stato raggiunto da un soccorritore in jeep –  una squadra del Sagf pronta in appoggio – che lo ha caricato a bordo e portato a valle.

Il più grave

Su rischiesta del 118 di Bolzano, l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore è invece intervenuto all’altezza di Forcella del Lago, Badia (BZ), dietro al Lagazuoi, dove un sessantenne di Bressanone (BZ), era caduto a terra infortunandosi in modo grave. Sbarcati medico e tecnico con un verricello di 30 metri, all’uomo sono state prestate le prime cure. Imbarellato, è stato issato a bordo e trasportato all’ospedale di Belluno e in seguito trasferito in quello di Treviso.

Scivolato e ferito

L’eliambulanza è poi volata in Moiazza. Dopo aver salito la Ferrata Costantini, una coppia era infatti uscita sul canale che porta al Bivacco Grisetti e nella discesa il ragazzo, A.S., 33 anni, di San Giovanni Ilarione (VR), era scivolato, riportando la probabile frattura di un dito e un sospetto trauma all’inguine. Imbarcato in hovering assieme alla compagna, l’escursionista e stato trasportato al pronto soccorso di Agordo

Ginocchio dolorante

Questa mattina verso le 10 il gestore del Rifugio Giussani, componente del Soccorso alpino di Cortina, ha raggiunto un’escursionista che si era fatta male al ginocchio lungo il sentiero non distante dalla struttura. La donna, E.K., 44 anni, di Bolzano, è stata poi accompagnata alla piazzola e imbarcata sull’elicottero del Suem di Pieve di Cadore atterrato nel frattempo con l’equipe sanitaria a bordo.

Troppo ambiziosi

Alle 14 40 circa la Centrale del 118 ha allertato il Soccorso alpino dell’Alpago per due escursionisti affaticati dalla lunga camminata. Padre cinquantenne e figlio quattordicenne di Roveredo in Piano (PN) erano partiti da Piancavallo, avevano raggiunto Col Indes per poi salire a Pian Canaie, prendere il sentiero numero 922 e rientrare a Piancavallo. A 500 metri da Casera Palantina, però, la stanchezza aveva avuto la meglio e i due, affaticati, non erano stati più in grado di proseguire. Una squadra è andata incontro agli escursionisti che, dopo un po’, si erano ripresi e rimessi in marcia. Quando li hanno incrociati, i soccorritori hanno riaccompagnato padre e figlio a Col Indes.

In panico sulla ferrata

Passate da poco le 15 una squadra del Soccorso alpino di Cortina è partita in direzione della Ferrata del Col Rosà per una ragazza colta da crisi di panico poco sopra l’attacco. I soccorritori si sono avvicinati il più possibile in quad per poi proseguire a piedi. Risalita una sessantina di metri lungo il percorso attrezzato fino alla cengia dove si trovava B.B., 19 anni, di Udine, assieme a un amico, la squadra ha tranquillizzato la giovane e le ha dato da bere. Dopo averla assicurata i soccorritori la hanno aiutata ascendere fino al sentiero e in una quarantina di minuti di camminata sono tornati al quad. La ragazza è stata infine accompagnata al Codivilla per accertamenti.

Disidratata

Alle 16 circa il Soccorso alpino di San Vito di Cadore è stato inviato al Rifugio Venezia, a Vodo di Cadore, dove un’escursionista, probabilmente disidratata, si era sentita poco bene. I soccorritori hanno quindi caricato sulla jeep G.B., 23 anni, di Padova e sua mamma e le hanno riportate a valle dove attendeva il papà.