Crisi di governo, botta e risposta Renzi-Salvini sul voto: «Anche domani»

Il Presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, si presenta in Senato per le sue comunicazioni

Dalle 15 discussione in Senato sulla crisi di governo: tutti gli aggiornamenti.

17.01 Matteo Salvini e i senatori della Lega hanno lasciato l’Aula del Senato mentre è ancora in corso il dibattito sulle comunicazioni del premier Giuseppe Conte. Salvini e i suoi sono usciti dall’Aula dopo l’intervento di Matteo Renzi.

17.00
“Abbiamo apprezzato le parole di Conte sullo stile istituzionale, avremo preferito che fossero pronunciate
prima – ha detto Renzi – Non è un colpo di Stato cambiare il governo, è un colpo di sole aprire la crisi. Questo è il Parlamento, non è il Papeete”. Botta e risposta a distanza tra l’ex premier Matteo Renzi e il vicepremier Matteo Salvini in aula al Senato. Renzi nel suo intervento ha detto di non aver paura di sfidarlo alle elezioni. “Anche domani, anche domani”, ha replicato Salvini dal suo banco tra i senatori leghisti.  Comunque finisca la crisi, “faccia chiarezza sulla Russia, quereli Savoini perché non può esistere democrazia occidentale nella quale c’è il sospetto della più grande tangente mai chiesta da chi lavorava con lei”.  “Siamo felici che l’esperienza populista finisca, daremo il nostro contributo perché a pagare per la vostra crisi non siano le famiglie e i consumatori – ha detto Renzi – Lei ha fatto il governo con il 17% non con il 51, ma questo governo ha fallito anche per sua responsabilità. Prima lo ammettete e prima si può voltare pagina”.

16.32: Al via l’intervento di Matteo Renzi, Pd.

16.22: Salvini conclude il suo intervento con una stoccata all’accusa di Conte di aver esposto simboli religiosi (“Fino all’ultimo”) e chiude rivendicando la sovranità del popolo italiano e, soprattutto, il voto.

16.18: No alla decrescita felice da parte di Salvini: “Io non la conosco, io conosco la crescita, le assunzioni, se no proseguiamo il disastro del PD”.

16.09: Salvini subito all’attacco dell’Europa, dell’immigrazione clandestina e chiede la forza di andare al voto “Per non votare a ottobre ci sono parlamentari che appoggerebbero pure il governo della Fata Turchina”, sfidando M5S a fare
un governo con il Pd di Matteo Renzi e Maria Elena Boschi

16.00: Inizia a parlare Matteo Salvini: “Non serviva un premier per dire quelle cose su di me, bastava un Saviano, un Renzi…”

15.53: “Interrompo qui l’esperienza di governo, ma voglio preannunciare che voglio recarmi dal Presidente della Repubblica e rassegnare le dimissioni”

15.51: Il premier rivendica l’idea di “umanesimo politico”, partendo da industrie eco-compatibili ed eco-compatibili e un’Europa che non sia solo rigore finanziario”

15.36: Pesantissime accuse nei confronti di Matteo Salvini, in primis per la sua “deriva autoritaria”, quando ha chiesto “pieni poteri”. Critiche anche all’esposizione di simboli religiosi, perché “offendono sia i credenti che la laicità”.

15.18: “Una crisi dettata da interessi personali e di partito”. Fischi dai banchi della Lega; botta e risposta di applausi tra Lega e e 5 Stelle.

15.12: “E’ una situazione grave che merita di essere chiarita in quest’aula, non solo sui social, né in conciliaboli riservati, perché ho sempre garantito massima trasparenza: l’unica sede del dibattito sulla crisi è il Parlamento”.

15.07: Parlamentari 5 Stelle tutti in piedi per l’ingresso di Giuseppe Conte.