Veneto, bilancio approvato in tempo record: 220 milioni per Olimpiadi

Durante la conferenza, Zaia ha risposto anche alle polemiche sui medici non specializzati in corsia e sull’autonomia

La giunta regionale del Veneto, in tempi record e con due mesi di anticipo, ha varato il Bilancio 2020 e la Legge di stabilità regionale, per un valore complessivo solo per il prossimo anno di circa 16 miliardi di euro. «Il Veneto – ha spiegato il presidente del Veneto Luca Zaia nella conferenza avvenuta stamattina – continua ad essere l’unica Regione in Italia tax free, senza addizionale Irpef da dieci anni. Inoltre già da questo Bilancio siamo pronti a pianificare finanziariamente le opere per le Olimpiadi 2026 a Cortina. Si tratta di tutte risorse che resteranno sul territorio e che al termine dei Giochi ritorneranno nella disponibilità della Regione per nuovi investimenti». Ecco alcuni dei grandi temi che sono stati inseriti nella manovra di Bilancio: 35,9 milioni per i primi interventi finalizzati alla realizzazione dei giochi olimpici e paralimpici 2026; 6 milioni nel triennio per il ristoro dei canoni idrici alle Province; Scuole paritarie: confermati 31 milioni annui per il prossimo triennio; 21.350.000 euro annui per lo svolgimento delle attività dei lavoratori forestali; 65 milioni per il cofinanziamento dei fondi Ue raggiungendo la performance massima nell’attuazione dei programmi comunitari; 24 milioni di euro nel 2020 per il sistema della formazione professionale; 20 milioni di euro nel 2020 per la prevenzione e la riduzione del rischio idraulico e idrogeologico; garantiti 60 milioni nel triennio per il trasporto pubblico locale; 27,5 milioni di euro per interventi sul sistema viario (di cui 5 milioni per la messa in sicurezza dei viadotti); 5 milioni destinati a opere pubbliche.

Zaia ha poi voluto rispondere alle accuse mosse dall’Anaao Assomed sui 500 medici non specializzati in corsia: «Non sono i veneti preoccupati ma qualcun altro. Abbiamo un deficit di medici e abbiamo la possibilità di assumerne 500 aspettando la legge. Sono medici che si sono laureati e sono abilitati. Ovviamente manca la specialità ma non andranno a fare gli specialisti, andranno nei pronto soccorso, nelle geriatrie e nella medicina generale. Non mettiamo in discussione la formazione universitaria ma qualcuno dovrà dirci se un medico laureato con un anno di abilitazione può avvicinarsi ad un paziente oppure no perchè a questo punto mi viene anche questo dubbio. Questo è sicuramente un cerotto visto e considerato che mancano 1300 medici in Veneto e abbiamo la necessità in attesa che arrivino gli specializzati di avere un minimo di medici in dotazione. Per quanto riguarda il ricorso annunciato dal sindacato io auspico, visto che è stato annunciato, che venga presentato. Anche perchè sarà per noi anche un elemento di valutazione per capire se c’è qualche indicazione della quale poter tenere conto. Però ad oggi non abbiamo visto ricorsi».

Zaia infine ha parlato anche di autonomia ribadendo quanto detto ieri in risposta a Adriano Giannola, presidente di Svimez: «Per ottenerla, busseremo alla porta di qualunque Governo. Il processo ormai è inevitabile; l’han chiesta con noi altre 11 Regioni, anche del Sud. Chi la definisce un “flagello” o una “sciagura” non ha capito nulla. Non risulta che senza la nostra autonomia il Sud se la sia passata bene negli ultimi decenni».