Le strade più pericolose del mondo? Una è in Veneto

Insieme alla Yungas del Nord, in Bolivia, nota come “Strada della Morte” e all’autostrada del Messico

La strada delle 52 gallerie sul massiccio del Pasubio sarà familiare a moltissimi veneti, soprattutto ai vicentini, ma lo sapevate che è considerata una delle strade più pericolose al mondo? Compare infatti nella classifica della società inglese Driving experience che la descrive come un percorso che «ha panorami incredibili ma presenta condizioni di percorrenza difficili. Ci si può distrarre facilmente, col rischio di precipitare giù dagli infidi tornanti a strapiombo».

Per chi non la conoscesse si tratta di una mulattiera militare costruita durante la Prima Guerra Mondiale che è possibile percorrere solo a piedi. La strada si snoda fra Bocchetta Campiglia (1.216 m) e le porte del Pasubio (1.934 m) attraversando il versante meridionale del monte, caratterizzato da guglie, gole profonde e pareti rocciose a perpendicolo. È lunga 6.555 metri, dei quali ben 2.335 sono suddivisi nelle 52 gallerie scavate nella roccia; ogni galleria è numerata e caratterizzata da una propria denominazione.

La pendenza della strada raggiunge il 22 per cento, con una media del dodici per cento. Caratteristica, tra le molte gallerie, è la 19ª perché, oltre a essere la più lunga (320 m), ha un tracciato elicoidale a 4 tornanti, all’interno di un gigantesco torrione di roccia. Anche la successiva n. 20 è scavata all’interno di un torrione roccioso e, per superare il notevole dislivello, si avvita su sé stessa come un cavatappi. Il tratto della 43ª corre sotto il passo Fontana d’Oro (1.875 m). Attenzione quando uscite dalla 47ª perchè si raggiunge il punto più alto (2.000 m), dal quale si gode un panorama grandioso. Durante il percorso è consigliato l’uso di torce e delle scarpe comode

La strada è un vero e proprio capolavoro d’ingegneria militare e di arditezza, considerando anche le condizioni e l’epoca in cui fu costruita, nonché la rapidità d’esecuzione: i lavori cominciarono il 6 febbraio 1917 e furono conclusi nel novembre 1917.

Alla fine del percorso ci si può riposare nel bel rifugio Achille Papa prima di affrontare la discesa. Il rifugio conta 60 posti letto ed è un rifugio aperto per tutto il periodo estivo, da giugno a settembre, e nei week-end di ottobre e novembre. Pochi metri sopra il rifugio stesso, nel resto dell’anno, è accessibile il bivacco Marzotto-Sacchi che può ospitare 7 persone su due piani.

(ph: shutterstock)