«Veneto invaso da manifesti “Grazie Zaia”, sembra di stare in Iran»

Il consigliere regionale Zanoni (Pd) chiede al presidente della Regione di rendere noto quanto è costata questa «gigantesca campagna» e se i simboli delle Olimpiadi 2026 e dell’Unesco «siano utilizzabili a scopo di propaganda»

«È incessante la richiesta che mi viene fatta da tanti cittadini che vogliono sapere quanto è costata e da dove vengono i soldi investiti nella gigantesca campagna di manifesti “Grazie Zaia” che hanno invaso tutte le province e centinaia di comuni del Veneto. Il presidente della Regione renda note queste informazioni». E’ questa la richiesta del consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni. «A parte il fatto che vedendo quei manifesti autoreferenziali sembra di stare nell’Iran dell’Ayatollah Khomeini, con un gigantismo iconografico che tocca le vette dell’idolatria, c’è davvero da chiedersi cosa ci sia nel dietro le quinte di questi mega cartelloni. A occhio e croce, non credo di andare molto lontano se dico che questa campagna è costata attorno al milione di euro.

«Ha pagato tutto la Lega? – si chiede Zanoni -. Si tratta peraltro di pubblicità politica ingannevole, visto che la candidatura olimpica è andata in porto non per merito di Zaia ma attraverso un lavoro che si è svolto all’interno del Comitato olimpico nazionale. Sull’altro fronte, quello Unesco, Zaia e la Lega farebbero meglio a ringraziare i contribuenti veneti che hanno pagato quasi un milione di euro, esattamente 823 mila euro, di tasca loro, per elevare le Colline del Prosecco al rango di Patrimonio dell’Umanità».

Zanoni annota infine il fatto che «anche l’utilizzo, da parte del sito web leganordligaveneta.org, dei simboli delle Olimpiadi 2026 e dell’Unesco a scopi di propaganda è tutto da verificare nella sua correttezza; mi chiedo se veramente il Comitato Olimpico e l’Unesco abbiano dato il consenso all’uso dei propri simboli per il manifesto Grazie Zaia pubblicato nella home page».