Maglietta pro-stupro, le scuse: «Stavo friggendo e mi han chiamato sul palco»

Loris Corradi, il vicesindaco di Roverè, spiega perché indossava quella t-shirt. Fratelli d’Italia prende le distanze, il Pd locale chiede dimissioni, l’amministrazione tace

Un trasloco improvvisato, una serata alla friggitrice della sagra, la prima maglietta che gli è capitata in mano, avuta chissà dove e chissà come, ma «sicuramente per goliardia».
Sono queste le motivazioni esposte da Loris Corradi, il vicesindaco della lista civica della Lega di Roverè, in provincia di Verona, finito su tutte le prime pagine per la maglietta «Se non puoi sedurla puoi sedarla» esibita sul palco della Festa di Santa Viola a Grezzana.
L’amministrazione locale ha taciuto mentre, dopo la Lega, ha preso le distanze anche Fratelli d’Italia, con il deputato Ciro Maschio, che ha spiegato che sì Corradi era coordinatore locale ma che si era velocemente allontanato.
Ben diverse le reazioni a sinistra, con la portavoce delle Donne Democratiche di Verona Anna Maria Bigon, che chiede dimissioni immediate mentre Gaylex, associazione di avvocati e attivisti Lgbtq, nei prossimi giorni presenterà un esposto alla magistratura.