Scusa Zaia, a che ora é la «rivoluzione»? Portiamo un (giallo)rosè?

Il governatore leghista del Veneto richiama il popolo in piazza. Sembra il vecchio Bossi. Ma resta il solito Zaia

Un urlo sobillatorio é risuonato dalla piana di Conselve a sud di Padova: «rivoluzione!». Chi poteva scandire la parola paurosa e trascinatrice, che evoca la liberatoria insurrezione popolare? Salvini il kamikaze, che tre settimane fa spadroneggiava al governo e ora si é messo da solo all’opposizione, sgranando rosari sperando nel voto per raccogliere opportunisticamente la messe elettorale? Ma va. E’ stato il meno rivoluzionario, il meno radicale, il meno massimalista dei leghisti del pianeta, il governatore veneto Luca Zaia. «Vi aspetto tutti a Pontida il 15 settembre e lì si parlerà veneto – ha scandito in look smanicato da comizio alla festa locale del Carroccio – e a Roma il 19 ottobre. Vi aspetto in strada, pronti per la rivoluzione». La rivoluzione? “A che ora è la rivoluzione, signora?” – chiedeva con sarcasmo un meraviglioso Vittorio Gassman ad Amanda Sandrelli nel film La terrazza di Scola – “Come si deve venire? Già mangiati?”.

Come la facciamo ‘sta rivoluzione, presidente Zaia? Noi veneti non dobbiamo più chiedere l’autonomia come ci ha sempre insegnato lei, cioé legalmente e con tutti i suoi bravi passaggi dai ministeri, a Palazzo Chigi, nelle commissioni parlamentari, al Senato e alla Camera, rispettando la Costituzione e nel timor di Dio e di Mattarella? Erigiamo barricate di parole? Facciamo un po’ di casino verbale perché, come i leghisti nostrani ripetono tipo mantra da trent’anni, la pazienza é finita (si vabbè, da mo’)? Roma ridiventa ladrona e truffona, ora che non governa più la Lega? Riabilitiamo Bossi, la secessione e il confine del sacro Pd con ampolle annesse? Erano solo i perfidi seguaci di Grillo, l’ostacolo («finalmente abbiamo mollato i grillini», si è sfogato lei), o il Pd che quella volta ha portato la Regione da lei guidata «in Corte Costituzionale per impedirci di fare il referendum»? O forse, ma forse eh, anche al Capitano non conveniva moltissimo accelerare sull’autonomia differenziata per non compromettere l’imbarcata di consensi nel meridione d’Italia? Domandiamo, niente di più. A che ora scatta l’ora illegale dei moti di popolo, Zaia? Veniamo già mangiati o ci teniamo leggeri per l’assalto al Palazzo? Portiamo anche una bottiglia? Bianco, rosso o un (pessimo) giallorosè?

(ph: Facebook Luca Zaia)